L’azienda di pomodori che dice no al caporalato e alla camorra

NAPOLI – “ Vuoi mangiare una salsa sana e rispettosa della biodiversità ? “, questo è uno degli slogan della Funky Tomato che da tre anni ha costruito un modello che ha come scopo di unire le storie di lotta contro lo sfruttamento e per la dignità del lavoro e delle persone, riorganizzando il funzionamento della filiera di produzione del pomodoro, armonizzandolo con i principi della dignità, della partecipazione e della multiculturalità. La loro filiera ha due aree di coltivazione al Sud, una in Lucania e l’ altra in Campania, dove troviamo la Cooperativa R-ESISTENZA Anticamorra che opera tra Chiaiano e Scampia, alla quale è stato dato in gestione il bene confiscato alla camorra intitolato ad Amato Lamberti, Ciro Corona presidente dell’ associazione, ci racconta questa esperienza alla quale hanno aderito : «Il contratto di rete Funky Tomato sancisce la nascita della prima vera grande rete di economia sociale su Napoli che mette insieme mondo profit e no-profit partendo da un bene confiscato e creando lavoro per detenuti e migranti. Con l’esperienza Funky Tomato sul primo bene agricolo confiscato della città di Napoli si produrranno pomodori, con metodo naturale, inseriti in canali di vendita di distribuzione nazionale mettendo a regime quanto abbiamo sempre professato in questi anni: i beni confiscati come volano di sviluppo dei territori e un’antimafia che si sporca le mani creando alternative lavorative concrete, modelli di sviluppo reali, dando gli strumenti culturali ed economici per rifiutare le lusinghe delle mafie. Tutto questo passa attraverso la massimizzazione del profitto economico e sociale del Fondo Rustico Amato Lamberti e la nascita di una rete commerciale che fa confluire gli utili in progetti culturali, lavorativi, sociali. È la nuova frontiera dell’antimafia sociale, che, ribaltando i paradigmi della vecchia antimafia borghese, si fa garante sui territori, tra la gente, fuori dai Palazzi, schierandosi politicamente, economicamente e socialmente con gli ultimi». L’ unione di più forze dedite al sociale riesce a creare una cooperazione di grande forza, proprio in quei territori spesso dimenticati e messi da parte. Funky Tomato, racconta la sua esperienza nei beni confiscati di Resistenza : «Scampia è la capitale mondiale della disoccupazione con il 75 % di persone senza lavoro, ritenuta inoltre una delle piazze di spaccio più grandi d’Europa. Ma non si racconta che negli ultimi 10 anni questo quartiere è cambiato grazie all’impegno delle Associazioni. La necessità di creare alternative è evidente, ogni giorno si cerca di costruire opportunità di lavoro e creare dignità, dal nulla si sta riattivando un’economia sociale e legale. Esperienze come (R)esistenza Anticamorra rappresentano una strada per tutte quelle persone che, non solo vogliono, ma meritano un’altra chance. Quest’anno 20.000 piantine crescono a Chiaiano, grazie a Funky Tomato, sui terreni del Fondo Rustico “Amato Lamberti”, area confiscata alla camorra e riportata in vita proprio dall’attività di Ciro Corona e Michele Fiorillo e della Cooperativa tutta, che attraverso il lavoro agricolo offre un’occasione di svolta per detenuti, minori con un passato difficile alle spalle e migranti. Nel Fondo Rustico “Amato Lamberti” crescono circa 22.000 piantine di pomodoro che daranno i loro frutti anche grazie al lavoro di persone come Giovanni, Antonio e Antonio. Attraverso la formazione e la costanza, con il progetto (R)esistenza Anticamorra ex detenuti ed rifugiati politici diventano agricoltori. I loro volti raccontano la voglia di riscatto dell’area Flegrea e l’esigenza di produrre cibo di qualità, con l’obiettivo di invertire le dinamiche economiche e sociali che non permettono agli individui di emanciparsi. Quest’anno Funky Tomato oltre alla lotta allo sfruttamento ragiona anche sulle tematiche dell’inserimento lavorativo per soggetti che hanno vissuto la marginalità e le difficoltà di una società complessa. Grazie al legame con (R)esistenza Anticamorra, riuniti insieme per dimostrare che un’altra economia è possibile: sociale, giusta e produttiva. Sostenere il preacquisto di Funky Tomato significa sostenere soprattutto una rete di persone che stanno modificando il loro presente con il lavoro agricolo, individui che vedono nelle pratiche quotidiane uno strumento per cambiare vita. Il preacquisto non è solo un modo per pagare il pomodoro Funky Tomato il 30% in meno rispetto al costo finale, ma uno strumento di partecipazione che permette di diventare attori protagonisti di una filiera. Un buon modo per assicurarsi cibo di qualità è diventare produttori di ciò che si mangerà. Fino al 30 agosto 2018 avrete la possibilità di partecipare al preacquisto2018, basterà visitare il sito www.funkytomato.it .Sostenere il #preacquisto vuol dire partecipare alla costruzione di un’agricoltura libera da mafie e sfruttamento ed essere parte di una comunità che si pone l’obiettivo di incidere nell’economia mostrando che un altro pomodoro è possibile».

di Ada Palma

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