Nest, un progetto contro la povertà educativa

NAPOLI – Accoglienza, inclusione, socialità. Queste le direttrici lungo le quali si articola il progetto “NEST – Nido Educazione Servizi Territorio”. Un modello di intervento integrato a Bari, Napoli, Roma, Milano rivolto a bambini tra 0 e 6 anni e alle loro famiglie. Un progetto che si muove su un doppio binario. Dai bambini verso i genitori e dai genitori verso i bambini. Il progetto, che va a rafforzare l’offerta di servizi socio-educativi dei territori coinvolti, mette assieme il lavoro di enti del terzo settore, amministrazioni locali, scuole. Ventuno i partner di progetto tra i quali Save the Children per cui era presente la direttrice dei Programmi Italia-Europa, Raffaella Milano, la quale ha sottolineato che «l’infrastruttura socio-educativa è la vera leva per lo sviluppo di questo paese. Attraverso questo progetto – ha aggiunto – puntiamo a rimuovere gli ostacoli e lavoriamo per l’integrazione. È un progetto che ci dice come vorremmo l’Italia da qui ai prossimi anni».

«Siamo sicuri che questo progetto andrà a migliorare la vita di bambini che oggi non hanno le stesse opportunità di tanti altri. Il nostro obiettivo a seguito di questo protocollo di intesa tra Acli e governo, – ha detto Simona Rotondi di Impresa sociale “Con i bambini” – è quello di impegnarci con tutto il terzo settore affinché di povertà educativa se ne parli, ma in ottica costruttiva perché la stiamo contrastando».

Per Napoli l’assessore all’Istruzione dell’ente comunale di piazza San Giacomo Annamaria Palmieri, la quale ha detto che «crediamo che gli enti locali debbano avere un ruolo di coordinamento sulla povertà educativa e che l’orizzontalità di questo tavolo sia fondamentale». Nel capoluogo campano il progetto si svolgerà presso l’istituto Lezzi, a cavallo tra II e III Municipalità. Proprio nella II Municipalità un lavoro del genere viene già portato avanti da dieci anni ed accoglie persone da altre municipalità e anche dalla provincia.

di Ciro Oliviero

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