Una vela per sperare, dal 2010 in mare per superare gli stereotipi

NAPOLI- Lo sport è da sempre utilizzato non solo come attività ma soprattutto come veicolo di valori umani imprescindibili, come la solidarietà e il rispetto reciproco. E’ da questo principio che muovono tantissimi progetti sociali con l’intenzione di aiutare minori che vivono in contesti di povertà educativa e fragilità sociale ad allontanarsi dal rischio di prendere strade sbagliate. E’ certamente il caso del progetto “Una Vela per Sperare”, finanziato fino allo scorso anno dalla Fondazione l’Albero della Vita, che permetteva ogni anno dal 2010 a circa 80 bambini tra i 7 e i 12 anni del Rione Sanità, di San Pietro a Patierno e di Caivano, di seguire gratuitamente corsi di vela. L’iniziativa ha preso vita grazie all’incontro dell’Associazione L’Altra Napoli Onlus con la Marina Militare Italiana e la Lega Navale di Napoli. La vela come strumento di elevata valenza educativa, affiancato da interventi di contenuto per offrire ai ragazzi in situazioni di disagio sociale una speranza: quella di una vita normale, lontana dalle miserie e dal degrado del quartiere, e basata su valori – lealtà, onestà – che sono imprescindibili, in mare e nella quotidianità, per costruire un futuro migliore. «Il percorso pedagogico che proponiamo, denominato “Gli Argonauti” – sottolinea Patrizio Paoletti, Presidente della Fondazione Albero della Vita – è finalizzato, attraverso l’utilizzo della metafora del viaggio per mare, ad introdurre i giovani nella scoperta della forza e delle emozioni, ad accompagnarli nel mondo delle relazioni extra-familiari, a consentirgli di confrontarsi con il limite e la norma». Un progetto che si arricchisce nel tempo, che si evolve e coinvolge altre realtà: alcuni dei ragazzi che hanno mostrato una particolare attitudine alla vela hanno potuto nel corso degli anni proseguire la loro formazione con dei campo scuola dedicati. E non solo, come in ogni bella storia, da questa esperienza è nato un campione, Marco Crispino giovane del quartiere Sanità che i genitori spingono fin da piccolo a frequentare attività extrascolastiche per non fargli trascorrere i pomeriggi per strada. Prima il violino nella Sanitansamble poi la vela nel 2011, ed è amore a prima vista. Nel 2013, Marco Crispino, è tra i migliori 20 del Trofeo Kinder di vela, che si è disputato a Napoli e ha visto al via 200 atleti da tutta Italia. All’epoca i tecnici non hanno dubbi, il ragazzo ha stoffa, il passaggio al settore agonistico è semplice e naturale, «Marco fa passi da gigante – dichiarò Alfredo Vaglieco, presidente della sezione partenopea della Lega Navale – ma la più grande soddisfazione è sapere che se si offre ai ragazzi una opportunità concreta, loro sono pronti a coglierla». E’ lui infatti che permette negli anni a Marco di continuare a studiare e ad esercitarsi per seguire il suo sogno nonostante il progetto sia concluso. Oggi la vela è parte fondamentale della vita di Crispino entrato nel club sportivo del Circolo del Remo e della Vela Italia, quest’anno si è qualificato insieme a Simone Tagliatela negli Under 19 dei Campionati Europei Juniores delle classi 420 e 470 con quasi 200 iscritti provenienti da 23 Nazioni molte delle quali extra-Europee, come Brasile, USA, Uruguay, Argentina e Canada.

di Caterina Piscitelli

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