L’arte indaga la cecità, ecco Blind Vision

NAPOLI- Maggio dei Monumenti costituisce un momento importante per la città di Napoli che, per tutta la durata del mese, non solo apre le porte di tutti i suoi monumenti, ma offre a residenti e turisti anche la possibilità di assistere a spettacoli ed iniziative spesso irripetibili ed originali.
Ciò diventa anche l’occasione per riflettere su un tema di anno in anno diverso, che riguarda storie e personaggi che hanno reso grande la terza città d’Italia.
Lo stesso tema indicato diventa, infatti, l’occasione per istituzioni ed associazioni culturali per creare eventi, spettacoli, percorsi di visita traversali che pongano l’accento su aspetti sempre diversi della nostra storia.
In questa ottica, quest’anno è stato inserito in maggio dei monumenti con inaugurazione giovedì 27 aprile alle ore 17 allo splendido e storico Istituto per ciechi Paolo Colosimo di via Santa Teresa degli Scalzi 36, Blind Vision: un progetto fotografico-performativo di Annalaura di Luggo, a cura di Raisa Clavijo.
Blind vision è stato realizzato con il patrocinio morale di Regione Campania, Comune di Napoli e Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti onlus (Sezione territoriale di Napoli), nonché con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli.
L’artista ha messo al centro del proprio lavoro venti persone cieche o ipovedenti, utilizzando un approccio tattile e fisico, per scoprire il valore di percepire il mondo anche in modi alternativi rispetto alla vista.

Annalaura di Luggo ha dedicato una parte significativa del suo itinerario artistico a riscoprire e valorizzare l’unicità di ogni essere umano, attraverso un processo creativo che include la macro-fotografia dell’iride e tecniche di ricerca sociale.

L’artista sviluppa, infatti, una conversazione intima ed empatica con ogni soggetto ritratto, al fine di esplorarne l’universo interiore: le opere includono, conservandole, tracce della personalità dei protagonisti, dei loro pensieri e delle loro emozioni.

Blind Vision si pone l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sulla percezione di chi è stato privato della vista e di promuoverne l’inclusione sociale e culturale.

“attraverso Blind Vision“, commenta la curatrice Raisa Clavijo, “Annalaura di Luggo continua la sua ricerca artistica che esplora la base del pensiero umano e del comportamento nella nostra società contemporanea”.

Il progetto è costituito da: l’installazione multimediale Blind Vision di Annalaura di Luggo (sound design di Paky Di Maio, a cura di Raisa Clavijo);
“Essence”, l’opera d’arte tridimensionale tattile realizzata dalla stessa di Luggo; la mostra fotografica “A Journey of Light”, che raccoglie le immagini di scena del processo creativo dell’artista (foto di Sergio Siano, a cura di Raisa Clavijo);
il documentario Blind Vision diretto da Nanni Zedda e sottotitoli in inglese con una performance al piano di Ivan Dalia.

di Gianluca Fava

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