“Il braille, un bene a rischio”: Uici lancia l’allarme

NAPOLI- Chi ha sentito parlare di Braille almeno una volta, alzi la mano. Il braille è un sistema di scrittura e lettura a rilievo per non vedenti, messo a punto nella prima metà del XIX secolo dal francese Louis Braille. Il metodo consiste in simboli formati da un massimo di sei punti, che vengono impressi con un punteruolo su fogli di carta spessa e orientato, da chi scrive, entro piccole caselle. I caratteri di questo “sistema” che alcuni chiamano alfabeto, ma è più corretto definire codice, possono anche essere riprodotti mediante una speciale macchina “dattilografica” detta “dattilobraille”, formata a sua volta da 6 tasti per cui ogni tasto imprime un punto sulla carta più il tasto spazio per separare le varie parole. A causa del limitato numero di simboli disponibili nel codice braille, esistono diversi significati per ogni carattere, a seconda dell’argomento trattato e del linguaggio usato: infatti, il braille si adatta anche a rappresentare musica, matematica, greco classico, chimica.
Oggi, però, il codice braille sta subendo un vero e proprio attacco da chi, abbagliato dal “progresso” imposto dalla tecnologia, lo vede ormai superato e lo vorrebbe addirittura abolire. Allora perché non abolire tutti i tipi di penne, dal momento che esiste il computer? Certo, la tecnologia sta migliorando nettamente la vita di tutti e quindi anche dei disabili visivi, ma gli assertori della “teoria abolizionista” dimenticano che, anche tra gli strumenti tecnologici, ad esempio ce n’è uno che permette di leggere cosa appare sullo schermo di un comune pc in maniera più discreta delle pur diffuse sintesi vocali; in che modo? In braille. Si sta parlando del display braille, che oggi è presente sul mercato con vari tipi e modelli. Fortunatamente, però, le Istituzioni italiane non considerano il codice braille così obsoleto; infatti, il Parlamento il 3 agosto 2007, con la Legge 126, ha istituito la Giornata nazionale del braille. Una ricorrenza civile, si celebra annualmente il 21 febbraio, come momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti delle persone con disabilità visiva, in coincidenza con la Giornata mondiale della difesa dell’identità linguistica promossa dall’Unesco (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura).
Nonostante l’importanza del braille, in molte realtà il codice resta ancora poco conosciuto e non applicato, come su molte scatole di medicinali, dove ci sono indicazioni in braille di tutto, ma non della scadenza, o nelle aule di tribunale dove a imputati e indagati non vedenti, è ancora negata la ricezione degli atti processuali trascritti in braille.
In occasione della X giornata Nazionale del Braille, il Consiglio Regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Campania e la Sezione di Napoli della medesima onlus, proprio per ribadire l’importanza che ancora ha il codice braille, hanno organizzato, per martedì 21 febbraio 2017 alle 15 alla Sala Consiliare della Città Metropolitana in Piazza Santa Maria La Nova 44 a Napoli, un incontro seminariale dal titolo “Il metodo braille con i suoi codici di scrittura e lettura nella società della comunicazione, delle tecnologie, della velocità degli Smartphone: parliamone”.
L’iniziativa intende far scoprire, a tutti quelli che parteciperanno e contribuiranno ai lavori, come e perché la lettura e la scrittura Braille sono ponti che uniscono e non muri che dividono.

di Gianluca Fava

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