La terra dei fuochi e la lotta di don Patriciello per la campagna 8×1000

don_patrNAPOLI- È diventato voce senza paura di fronte alla tragedia degli sversamenti illegali e della gestione corrotta dei rifiuti nella ‘Terra dei fuochi’ tra Napoli e Caserta. Don Maurizio Patriciello, Parroco di San Paolo al Parco Verde di Caivano,  è il protagonista di 1 delle 9 realtà al centro della campagna “Chiedilo a loro 2015”. Don Maurizio ha dedicato la sua missione alla denuncia dei forti, delle collusioni d’affari tra politica, imprenditori e camorra, a difesa delle famiglie, segnate da innumerevoli lutti per l’alta incidenza di tumori (1,8 milioni gli ammalati, con un incremento del +42% negli ultimi 20 anni), in un’area dove non si muore più di vecchiaia. «La Terra dei Fuochi è una striscia di terra a cavallo – spiega don Patriciello – tra le province di Napoli e Caserta dove ancora continuano a bruciare i roghi nonostante tanta gente li vuole negare e vuole ingannare la povera gente dicendo che il problema ormai è risolto, ma non è risolto niente. Ci sono cumuli di amianto sbriciolato, pericolosissimo per la salute, e i contadini ogni giorno nel coltivare le campagne lo respirano. Qui arrivano i fanghi del porto di Marghera e i veleni dell’Acna di Cencio. Ma l’indignazione è la madre della speranza. Vorrei dire agli italiani che la loro firma per l’8xmille serve anche a questo,  a fare tante cose. Dobbiamo amare i fratelli ma quando viene tolto anche il diritto al respiro, alla vita, noi dobbiamo alzare la voce. Noi pretendiamo i nostri diritti, soprattutto, per i bambini perché un giorno non debbano pagare le conseguenze delle scempiaggini commesse da noi adulti sulla loro pelle». L’8xmille oggi in Italia sostiene la missione quotidiana di 36 mila preti diocesani, come lui al servizio del Vangelo e dei fratelli.

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