La storia di Egidio, il disabile che insegna ai bambini cosa è la solidarietà

egidioNAPOLI – Il volto di Egidio sorride solo per metà. Ma ai bambini lui non fa paura. Sono loro l’altra metà di quel sorriso. I bambini nell’asilo Torre di Babele a Pollena Trocchia sono gli alunni di Egidio. Trentuno anni di Portici, Egidio Rivoli, disabile dalla nascita, soffre di una emiparesi. Una patologia che impedisce i movimenti volontari della parte destra o sinistra del corpo provocando problemi di deambulazione dovuti ad un ritardo nello sviluppo psicomotorio. Ma con l’aiuto delle persone giuste Egidio è riuscito a realizzare il suo sogno: lavorare a contatto con i bambini.

COOP BAMBU’ –  Con l’aiuto degli educatori del centro disabili “H-anto a te” gestito dalla Cooperativa Bambù, Egidio ha trasformato i suoi limiti in una risorsa e così ogni venerdì insegna ai bambini giochi di movimento. Un laboratorio speciale quello che tiene nella scuola: lui vuole non solo insegnare ai bambini la padronanza del proprio corpo, ma spiegare ai piccini una prima idea di integrazione e solidarietà. «Questo laboratorio è una bellissima esperienza di integrazione, la nostra scuola vuole trasmettere il valore dell’inclusione alla diversità, una esperienza che arricchisce soprattutto chi la riceve – spiega Carmen Giusto Di Sarno, direttrice dell’Asilo “La torre di Babele” che ha voluto Egidio come docente di laboratorio –  Con Egidio abbiamo pensato al laboratorio dei giochi di movimento perché tra i due e i cinque anni il gioco rappresenta la vita del bambino, si comunica giocando e noi vogliamo comunicare a questi bambini che non necessariamente la disabilità è differenza tra quello che sanno fare loro e quello che non sanno fare gli altri, diventa anzi il modo di trovare soluzioni alternative nelle differenze della vita di tutti i giorni».

GAUDINO – Non è la prima volta che Egidio lavora a contatto con dei bambini, in passato ha collaborato con un asilo della Nato, sempre per un giorno alla settimana affiancava le maestre nelle attività ordinarie. «Ma questa è la sua prima esperienza da solo – spiega Giovanpaolo Gaudino direttore della cooperativa Bambù –  all’inizio era un po’ spaventato, per lui questa esperienze rappresentava una responsabilità importante, facendolo ha acquisito sempre di più sicurezza e ha creato un forte legame con i piccoli della scuola che ogni volta che lo vedono corrono ad abbracciarlo». Permettere ad Egidio di affrontare il laboratorio non è stato semplice. Dietro il lavoro che oggi svolge Egidio c’è una lunga preparazione degli operatori sociali. «Si è lavorato sulla consapevolezza delle sue difficoltà sia motorie che emotive, partendo da una motivazione forte che è il lavoro con i bambini che piace svolgere ad Egidio. Gli operatori lo hanno seguito in tutte le fasi della progettazione, dalla stesura alla realizzazione pratica – continua Gaudino – In un ottica di crescita e di autostima Egidio ha sostenuto poi tutti i passi della procedura, un primo colloquio con la coordinatrice della scuola,e poi un secondo con le insegnati presentando progetto e curriculum».

LABORATORIO – Il laboratorio è stato ben accolto dai genitori che in maniera molto naturale hanno spiegato ai loro figli cos’è la disabilità: «In una società che sta perdendo la morale se riusciamo a trasmettere il concetto di inclusione sociale ai bambini fin da piccoli riusciamo a costruire una società migliore – spiega una mamma – Il maestro Egidio è sempre presente nei discorsi dei miei bambini che ad ogni giornata di laboratorio mi mostrano contenti i nuovi giochi che hanno imparato. Per loro non c’è il problema della diversità, della disabilità, cresceranno anche grazie a questo laboratorio senza preconcetti. Questo laboratorio è stato di grande aiuto anche per noi genitori, parlare di temi come la disabilità, la differenza in una età così tenera è molto complesso, non sempre si trovano le parole giuste, la scuola ci è stata molto di sostegno in questo».

di Maria Elefante

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