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Disastro a Genova: la lezione dei volontari, il flop delle istituzioni

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ROMA – «Assistere al ripetersi, dopo tre anni, di una tragedia che è costata ancora una volta vite umane e danni ingenti al territorio ci sembra inammissibile. La città di Genova, messa in ginocchio, venerdì scorso, dalle esondazioni del fiume, è ancora oggi in stato di emergenza. Lo stanziamento di risorse per piani di azione per la messa in sicurezza di una zona a così alto rischio idrogeologico deve essere nelle priorità di chi governa. E’ una  questione dirimente così come il fatto che quanto già erogato non può rimanere fermo a causa di lungaggini amministrative», sono parole del portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, Pietro Barbieri, che interviene sull’alluvione verificatasi a Genova qualche giorno fa.
Barbieri aggiunge: «Gli interventi mirati alla prevenzione e alla messa in sicurezza del territorio sono necessari. Chiediamo che le norme per la velocizzazione delle procedure amministrative sulle opere strategiche per la messa in sicurezza del territorio contenute nello Sblocca Italia, come ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente, vengano velocemente applicate. L’incapacità delle istituzioni non si può pagare con vite umane».
Infine, il sostegno a «tutti quei volontari di protezione civile e ai singoli cittadini che sono scesi nelle strade per dare il loro contributo e ripulire la città dal fango. Il loro impegno e la loro responsabilità rappresenta,  ancora una volta, una grande lezione di civiltà».

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