Le eccellenze campane contro la Terra dei fuochi

Pomodorino-del-PiennoloCASERTA. Acquistare prodotti a Km 0 per garantire alla clientela, la sicurezza dei propri cibi. Questa l’idea alla base della scelta del ristorante “Gold Blond” che ha deciso, così, di procurarsi materia prima esclusivamente da agricoltori che lavorano ai confini delle province di Napoli e Caserta. Il progetto è stato presentato con una conferenza stampa tenutasi all’interno del ristorante stesso, nel centro commerciale “Campania”, dove hanno presenziato tra gli altri, Giuseppe Lanza, titolare del ristorante, gli agricoltori coinvolti nel progetto e Giuseppe Orefice, presidente di “Slow Food Campania”.

PIU’ GARANZIE- La scelta del ristorante è scaturita dal fatto che, specialmente negli ultimi tempi, si è molto parlato di Terra dei fuochi e inquinamento dei territori casertani. Tutto ciò non ha fatto altro che allarmare i consumatori. C’è da dire, però, che non tutti sanno che, grazie al lavoro di molti contadini scrupolosi, parecchie terre sono rimaste incontaminate.  E allora perché non sfruttarle? Una scelta accurata è stata fatta anche sulla decisione dei prodotti da offrire promuovendo, in questo modo, le prelibatezze nostrane. Largo spazio, quindi, alle eccellenze campane: pomodori gialli, papaccelle, il famoso cavolo di “torzella” e legumi vari. Un’ampia varietà di prodotti che saranno disponibili in base al succedersi delle stagioni.

TRASPARENZA SU TUTTI I FRONTI-  Il “Gold Blond” si avvale di un proprio portale all’interno del quale si possono visualizzare tutti gli indirizzi e le mappe per raggiungere gli agricoltori. Un modo, questo, per avere massima trasparenza dei luoghi di provenienza di tutti prodotti e perché no, stabilire un rapporto di fiducia tra produttore e consumatore. Per offrire maggiore trasparenza, è stato reso disponibile sul sito del ristorante, il protocollo di analisi realizzato con Slow Food Campania, i produttori, l’istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno con l’ausilio della facoltà di agraria dell’Università Federico II.

 di Sabrina Rufolo

PER SAPERNE DI PIU’

Il sito del ristorante

 

 

 

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