Klikka, l’immigrazione negli occhi dei ragazzi

klikkaSIENA. Dei giovani di oggi si dice che passino più tempo sui social network che a fare qualsiasi altra cosa. Ma con gli occhi fissi sullo schermo touch del loro telefonino, riescono ancora ad osservare la realtà che li circonda? Per rispondere a questa domanda il Cesvot di Siena ha deciso di lanciare ai ragazzi e alle ragazze del territorio una sfida: esprimere la loro visione sul fenomeno dell’immigrazione giovanile proprio attraverso gli strumenti sui quali sono più ferrati, vale a dire Facebook, Twitter o Instagram.

IL CONCORSO. Queste le premesse che hanno portato il Comitato Direttivo della Delegazione Cesvot di Siena ad indire la prima edizione del Concorso Fotografico e di Scrittura ‘KLIKKA – L’immigrazione negli occhi e nelle parole dei ragazzi’. L’iniziativa punta a coinvolgere i giovani studenti che, attraverso l’utilizzo dei social network, potranno esprimere la loro visione sul fenomeno dell’immigrazione giovanile rispetto ai contesti sociali ed educativi che maggiormente li coinvolgono, come la scuola, i luoghi di aggregazione, i centri sportivi e le compagnie di amici. Il concorso è aperto agli studenti e alle studentesse frequentanti, nell’anno scolastico 2013/2014, le classi seconde, terze, quarte e quinte delle scuole superiori di secondo grado del territorio senese e che abbiano un account su almeno uno dei tre popolari social network. I candidati hanno tempo per concorrere fino al 10 dicembre prossimo, presentando una singola opera a scelta tra una fotografia (da pubblicare su Instagram con una breve didascalia) o un elaborato scritto/post di 140 caratteri (da pubblicare su Twitter o Facebook), oppure due opere di categoria diversa.

GLI OBIETTIVI. Il concorso promosso dal Cesvot senese vuole stimolare una riflessione che riguardi il concetto di immigrazione non soltanto inteso come fenomeno che implica uno spostamento verso una nazione o un continente diversi da quelli di origine, ma anche uno spostamento all’interno del proprio paese. Ai ragazzi si chiede di raccontare, attraverso il linguaggio diretto e schematico delle piattaforme social, il proprio punto di vista sulla condizione dei giovani immigrati e sulla costruzione di una società più inclusiva. Non in ultimo, l’iniziativa mira  a promuovere, attraverso l’utilizzo dei più recenti linguaggi e strumenti di comunicazione, la cultura della solidarietà. Spazio dunque agli scatti e ai post dei ragazzi, affinché usino i social network in maniera intelligente, come strumento, e non oggetto, di conoscenza.

di Silvia Aurino

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