“Chi cerca trova”, una chance (e una casa) per i senza fissa dimora

senzafissadimoraNAPOLI – Dodici persone senza fissa dimora e con storie di forte emarginazione potranno provare a ricostruire la loro esistenza andando a vivere in piccoli alloggi protetti, realizzati dalla cooperativa La Locomotiva con il sostegno del Comune di Napoli. Questo è uno degli obiettivi centrati da “Chi Cerca Trova” progetto di formazione che per un anno intero ha coinvolto volontari ed operatori di enti ed associazioni impegnati nei servizi per i senza fissa dimora.

IL PROGETTO – L’iniziativa si è sviluppata per dodici mesi attraverso 6 seminari di approfondimento organizzati per avvicinare il mondo del volontariato e la comunità locale al fenomeno della grave emarginazione abitativa. Si sono formati e confrontati un gruppo di operatori e volontari dell’Associazione Volontariato Uniti, Ventriere, FML, Hermon, La Locomotiva, Fondazione Massimo Leone.
A partire dalla rottura degli stereotipi che caratterizzano e condizionano spesso, anche in buona fede, il senso comune e l’opinione pubblica. Come ad esempio il pensare che si finisce per strada per scelta e per scelta ci si rimane.
A più voci gli operatori hanno testimoniato che la strada non è mai una scelta e che molto sta cambiando il tipo di utenza: senza dimora è oggi la donna vittima di violenza, chi non ha un contratto di locazione regolare, chi ha lavori precari e saltuari e perde l’alloggio per morosità. Per far fronte al cambiamento e alle richieste stringenti, soprattutto nelle aree metropolitane europee di fa ricorso al modello dell’Housing First, che consiste nel programmare interventi che tolgono dalla strada, danno l’alloggio senza passare per il centro di accoglienza.
«Con gli incontri che hanno punteggiato il percorso di “Chi Cerca Trova” spiega Marco Iazzolina segretario della Federazione Italiana Organismi per le Persone senza Dimora (fio.PSD) – abbiamo provato a creare un linguaggio comune per poter affrontare le fragilità e ad avere un luogo in cui si promuovesse una cultura per affrontare la grave marginalità da un punto di vista diverso, da esempio quello europeo dell’housing first; per modificare nell’opinione pubblica la conoscenza del fenomeno dobbiamo prima creare fra noi addetti ai lavori una consapevolezza nuova; solo così possiamo agire sulle istituzioni, sui decisori politici e sul mentalità comune».
«Si è trattato – ha sottolineato Danilo Tuccillo, presidente della cooperativa La Locomotiva – di un’azione di riflessione e di confronto, finanziata dalla Fondazione Con il Sud che ha generato progetti che diventeranno azioni concrete preziose per attivare il processo di cambiamento che migliori le relazioni, privilegi la centralità della persona, faccia crescere la comunità».
Molti i fili di riflessione che si sono intrecciati che hanno risposto innanzitutto al bisogno dei partecipanti di superare l’operatività automatica di ogni giorno e approfondire temi, contenuti e pratiche.
A partire dalla convinzione che per rispondere ai bisogni materiali occorre intervenire sui bisogni immateriale come la solitudine, l’allontanamento dai familiari, la perdita di punti di riferimento causate dalla perdita del lavoro.

di Laura Guerra

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