C’è aria di neve: scatta l’emergenza clochard

clochNAPOLI – Si chiama Samuel. Chi lavorava nei pressi del Municipio lo conosceva e lo ricorda come un uomo gentile e riservato. Samuel è stato ritrovato nei pressi di Palazzo San Giacomo senza vita. Morto per via delle temperature che sono bruscamente scese da qualche giorno a questa parte e hanno creato una vera e propria emergenza freddo. I primi a farne le spese sono loro, i clochards, i senza fissa dimora che cercano riparo dal freddo, specialmente di notte. Ma non solo. La città di Napoli, però non è rimasta ferma e risultano essere tante le iniziative e le misure d’emergenza che il Comune e le associazioni hanno messo in atto.

I NUMERI DELL’EMERGENZA – Attualmente ci sono circa 1700 persone senza fissa dimora che avrebbero bisogno di un alloggio notturno, come ci spiegano al “Binario di Solidarietà”. Ma i posti letto, tra i dormitori, sono circa 250.
Antonio Barbato, responsabile dell’Help Center della Stazione Centrale (081205228), spiega «In questo periodo vengono a chiederci assistenza anche i clochards che sono più stanziali sul territorio: coloro che di solito non accettano di restare nei dormitori o che non richiedono un sussidio da parte delle istituzioni». Una situazione che viene gestita anche dall’associazione “La Tenda” grazie allo stanziamento di 95 posti letto effettivi e 20 di emergenza ogni sera. «Il dormitorio  de La Tenda ha una lista – spiega Barbato – che permette  a rotazione di sistemare i senza fissa dimora con un’attesa di circa 10-15 giorni grazie allo strenuo lavoro di Don Antonio Vitiello».
Attivo anche il Comune di Napoli che oltre ad avere, come ogni anno, un’unità mobile che si occupa anche degli spostamenti dei clochards, opera in sinergia con strutture convenzionate nella città. Ma non solo. Per ovviare, infatti, alla scarsità di posti letto nei dormitori è stata inoltrata la richiesta di lasciare aperte alcune stazioni metropolitane per consentire ripari di fortuna come soluzione cuscinetto.

NON SOLO CLOCHARDS: I MIGRANTI – Quella che si tende spesso a dimenticare è la condizione dei migranti che trovano asilo in Italia e che il servizio di accoglienza gestisce al meglio nei casi ordinari. Ma in casi straordinari, come quello dell’emergenza freddo la situazione diventa più critica. È per questo che esistono strutture per il pernottamento, come il centro La Palma, convenzionate con il Comune che accoglieranno uomini nordafricani in attesa della fine dell’emergenza.

di Claudia Di Perna

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