Consiglio comunale occupato. ADI al collasso

ADINAPOLI- “Non uccidete l’assistenza domiciliare”. E’ il testo dello striscione che, ieri sera, è spuntato da uno dei balconi della sede del Consiglio Comunale di via Verdi. All’interno, una riunione dei lavoratori delle cooperative che si occupano dell’assistenza domiciliare per conto del Comune di Napoli. Alcuni di loro hanno già ricevuto la lettera di licenziamento, per gli altri la mobilità scatterà la prossima settimana. Senza un colpo di scena, insomma, entro fine mese i 134 dipendenti si troveranno in mezzo a una strada ed i circa 2400 cittadini non autosufficienti resteranno senza assistenza.


La querelle è quella che ha tenuto banco negli ultimi mesi, tornata alla ribalta con gli stipendi non pagati e quietata a suon di promesse non mantenute. Oramai però siamo agli sgoccioli. Il Comune non ha ancora fornito le certificazioni delle banche promesse a maggio alle cooperative, che hanno deciso, non vedendo rispettati gli accordi, di ricorrere ai licenziamenti. Una delle società ha già cominciato, le altre lo faranno nel giro di pochi giorni. Il nocciolo della questione è, appunto, quello delle certificazioni. Già mesi fa l’assessore comunale Gaeta si era impegnata di risolvere la questione in tempi brevi ma le proposte comunali non hanno soddisfatto le richieste delle cooperative. I soldi, in poche parole, non sono arrivati e le trattative in corso potrebbero coprire il pregresso, ma il futuro resta in bilico. “Ci hanno fatto sapere, – racconta una delle lavoratrici dell’assistenza domiciliare, – che l’Assessore è pronta ad avere un tavolo con le banche in prossimamente. Ma “prossimamente” quando, se la settimana prossima arriveranno a tutti le lettere di licenziamento? Perché gli accordi non sono stati rispettati, e chi doveva occuparsi della situazione si è limitato a fare promesse che poi non ha mantenuto?”.Per martedì prossimo è previsto un incontro al Comune con i lavoratori, che hanno annunciato, per lunedì mattina, un presidio davanti Palazzo San Giacomo.

di Nico Falco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *