Social Caffè? Ora sbarca anche in Val di Bisenzio

logo-cesvotPRATO- Circa cento associazioni di volontariato, presenti sul territorio della Val di Bisenzio, si daranno appuntamento domani 6 Aprile, dalle 10 alle 16, nei locali dell’ex Meucci a Mercatale del Vernio per l’ il primo “Bisenzio Social Caffè”. L’esigenza di sperimentare nuove forme di comunicazione tocca anche il mondo del sociale, creando un confronto vivace ed informale:  questo l’intento del progetto organizzato e promosso dalla delegazione Cesvot di Prato.  «L’obiettivo è quello di creare una rete fra le numerose associazioni presenti nella ‘vallata’ – afferma Michela Buongiovanni, presidente della Delegazione Cesvot di Prato -. In questo territorio il terzo settore è molto attivo ed esiste un ottimo livello di partecipazione, il problema è che questo patrimonio trova difficoltà  nel comunicare. Con questo appuntamento il nostro auspicio è proprio quello di mettere a disposizione  uno strumento perché tutte le  associazioni siano in grado di interagire. Vogliamo dare loro un obiettivo da perseguire insieme».

IL PROGRAMMA- La giornata si aprirà con un’assemblea aperta a tutte le associazioni dove chiunque potrà intervenire per sottoporre le proprie idee. Ci sarà, poi, un laboratorio progettuale, che vedrà il coinvolgimento di 15 delegati scelti fra i partecipanti nell’ assemblea.  Al termine dei lavori di gruppo, saranno tracciate delle linee guida da valutare e le strategie per poterla concretizzare.  L’obiettivo è quello di unire  idee e iniziative per migliorare l’attività svolta da migliaia di volontari sul territorio cercando di analizzare punti di forza e criticità del sistema.

LO SPUNTO- Il “Bisenzio Social Cafè” si rifà al modello del “world cafè”,  un metodo naturale, per intavolare delle conversazioni dinamiche, ma al tempo stesso costruttive che pongano l’attenzione questioni importanti e concrete. I criteri per applicare questo nuovo modo di comunicazione sono chiari e sintetici. Dopo aver delineato il contesto, creando un ambiente ospitale e formulando domande importanti, bisogna incoraggiare il contributo di ciascun partecipante, collegare i punti di vista ed ascoltare per cogliere riflessioni profonde, condividendo, infine, i risultati.

di Francesco De Stefano

 

 

 

 

 

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