Malnutrizione: l’impegno della cooperazione in Benin

reportage PORTO-NOVO- A tre chilometri a nord di Porto- Novo, la capitale del Benin, si estende il quartiere di Ouando. Singolare lo skyline di questo agglomerato: un mercato di baracche ed edifici bassi sui quali si staglia il grande silos della fabbrica di Ouando. Oltre il muro di cinta donne e uomini lavorano dal 1991 alla produzione di farine iperproteiche essenziali alla lotta alla malnutrizione in quest’area dell’ Africa.  La fabbrica di Ouando fu messa in piedi agli inizi degli anni novanta nell’ambito di un più vasto programma di cooperazione bilaterale tra Italia e Benin. Per anni questa struttura ha rappresentato un modello di risposta concreta ed efficace ai problemi legati all’alimentazione infantile. Stando al HNP (Health, Nutrition and Population) 2010 della World Bank, un terzo dei bambini, compresi in una fascia che va dai sei mesi ai cinque anni di età, mostra i sintomi di malnutrizione. I principali sintomi sono ascrivibili ad un ritardo della crescita sul quale è possibile intervenire con appropriati interventi al fine di limitare i danni irreversibili. La DANA (Direction de l’alimentation et de la nutrition appliquèe) è l’agenzia governativa beninese che cerca di garantire la qualità dell’alimentazione, e sotto la sua egida InterVita ed il GruppoLaici Terzo Mondo hanno dato vita ad un percorso di sviluppo concreto e completo mirato a migliorare lo stato nutrizionale dei bambini tramite la diffusione su larga scala di prodotti ora conosciuti come Farine di Ouando. Avendo come target di mercato i bambini dai sei mesi a cinque anni, la fabbrica ha focalizzato la produzione su due tipologie di farine: Rimalait e Cereso. Rimalait è un prodotto utilizzato per la primissima infanzia ed è una pappa a base di riso, mais e latte. Si differenzia dalle normali pappe a base di riso grazie agli alti valori nutritivi. Il Rimalait ha il doppio delle proteine rispetto alle pappe utilizzate per alimentare i nascituri (il 14% a fronte del 7% di proteine). Cereso è composto da farina, mais, sorgo e soia e viene utilizzata nel tardo svezzamento, e così come il Rimalait viene sottoposto ad un processo di arricchimento con ferro e micronutrimenti indispensabili alla crescita ed allo sviluppo armonioso del bambino. La DANA è impegnata, sin dal primo periodo postcoloniale, nel rafforzamento delle pratiche di diversificazione alimentare. Tuttavia le condizioni socioeconomiche del paese non rendono estremamente efficaci le azioni della Direzione Alimentare. Ai bambini viene assicurato il giusto apporto di ferro fino ai sei mesi, ovvero fino a che vengono alimentati con latte materno, in età successiva il principale e spesso unico nutrimento è la farina di mais. Essere la testa di ponte in un nuovo settore di mercato ha comportato una serie di problemi alla fabbrica di Ouando. Chiudendo i primi dieci anni di produzione con un bilancio assolutamente positivo la fabbrica ha indicato la strada alle multinazionali della produzione alimentare.

(estratto dal n° del 05/04/2013 di Comunicare il sociale in allegato al Corriere della sera)

 

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