Occupato o liberato? L’ex Banco di Napoli dell’Italsider diventa luogo di aggregazione / VIDEO

di Nico Falco

NAPOLI. Pilates, risveglio muscolare, taekwondo e, prossimamente, doposcuola. Sono solo alcune delle attività che si tengono a Bancarotta, l’ex sede del Banco di Napoli abbandonata dopo la chiusura dell’Italsider e, dopo decenni di abbandono, occupata da un collettivo di ragazzi dei quartieri di Bagnoli e Fuorigrotta. I ragazzi, armati di scopa e tanta buona volontà, alcuni mesi fa hanno preso possesso della struttura, di competenza di Bagnolifutura e destinata all’abbattimento, per restituirla al quartiere. Occupazione abusiva, certo, ma iniziativa che ha visto favorevoli i residenti della Municipalità X, che in Bancarotta hanno visto realizzato il centro di aggregazione e il fulcro di attività dedicate alla cittadinanza che il quartiere necessita da fin troppi anni. “Più che di occupazione, – spiega Massimo Minopoli, consigliere municipale di Sel, – io parlerei di “liberazione”. Abbiamo restituito questo spazio al quartiere, e ci è voluto un gruppo di ragazzi per riuscire dove, negli anni, si erano viste solo promesse ma mai nulla di concreto”.

LE INIZIATIVE. Domenico, uno dei ragazzi del collettivo, illustra le attività che si tengono nell’ex banca: si parte dai corsi di pilates per arrivare al risveglio muscolare per anziani, passando per pratiche più “giovanili” come corsi di danza, di taekwondo, spada medievale (tenuto dal consigliere Minopoli) e persino fuoco acrobatico. “Ma sicuramente sto dimenticando qualcosa, – aggiunge, – sono così tante le attività che è difficile ricordarsele tutte”. E, a breve, partirà anche un servizio di doposcuola dedicato ai ragazzi. L’intera struttura, che per anni è stata lasciata all’incuria, attualmente viene gestita interamente dal collettivo. Senza nessun fondo a disposizione, i ragazzi si sono organizzati per provvedere innanzitutto alla pulizia, per spazzare decenni di abbandono, e poi al mantenimento, provvedendo tramite l’autofinanziamento alla manutenzione ordinaria, alla pulizia ed all’alimentazione elettrica tramite generatori. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: alla giornata dedicata alla presentazione delle attività, domenica 21 ottobre, oltre ai tanti ragazzi erano presenti anche bambini, anziani ed intere famiglie. Un segno tangibile della riconoscenza del quartiere, che si appropria di uno spazio che finora era stato negato e che in alternativa, chissà per quanto ancora, sarebbe rimasto una delle aree “off limits”, simbolo di un quartiere che da troppi anni viene indicato come punto di rinascita della città ma che, a conti fatti, resta impantanato nello scheletro di quello che era in passato.

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