Disabili, così in Puglia diventeranno imprenditori

di Emiliano Moccia

BARI. Aprire un laboratorio di sartoria o di pasticceria per coniugare lavoro e passione. Diventare imprenditori di stessi per incamminarsi verso percorsi di autonomia, di integrazione sociale ed economica. Per le persone con disabilità che faticano ad accedere nel mercato del lavoro, il futuro occupazionale potrebbe riservare qualche sorpresa positiva. La Regione Puglia, infatti, entro la fine del mese di ottobre pubblicherà un bando che ha l’obiettivo di favorire l’autoimprenditorialità delle persone con disabilità. E per sostenere economicamente l’iniziativa, utilizzerà le ammende pecuniarie che le aziende pugliesi hanno versato per non avere assunto dipendenti con disabilità, così come previsto dalla legge 68 del 1999. Lo ha annunciato Elena Gentile, assessore regionale al Welfare, al margine del convegno conclusivo “Integrare Creando”, un progetto promosso dall’associazione Medtraining di Foggia che, con l’aiuto della tecnologia e degli ausili assistivi per disabili, nei mesi scorsi ha dato vita ai corsi di scrittura creativa, fotografia digitale e montaggio video.

IL BANDO. Formazione e condivisione delle esperienze. E’ da questi elementi, dunque, che la Regione Puglia vuole partire per favorire l’acquisizione di diritti non sempre garantiti. «Il lavoro – ha detto l’assessore Gentile – è lo strumento più efficace per costruire reali percorsi di integrazione, perché è occasione di crescita e di sviluppo per l’intera comunità». Per questo, «l’assessorato al Welfare sta predisponendo un bando per l’autoimprenditorialità rivolto alle persone con disabilità. La formazione e le esperienze maturate saranno alla base per quanti vorranno scommettere su questa iniziativa. Al momento, – ha aggiunto l’assessore Gentile – stiamo ancora studiando alcune valutazioni di tipo tecnico, ma il bando sarà pronto entro e non oltre la fine del mese di ottobre». La finalità è dichiarata: «Sarà un’occasione per misurare la voglia di protagonismo delle persone con disabilità che vivono i nostri territori, con l’idea di far emergere ricchezze, creatività, abilità ed intelligenze».

UN TESORETTO NASCOSTO. Uno degli aspetti più interessanti del bando è legato alla provenienza delle risorse economiche che lo sosterranno e che daranno modo alle persone con disabilità di dare vita alla loro idea di impresa. Secondo la legge 68 del 1999 che ha introdotto il principio del collocamento mirato, infatti, le aziende pubbliche e private con più di 15 dipendenti devono assumere lavoratori con disabilità. A quanto pare, però, le imprese pugliesi anziché assumere preferiscono aggirare la norma e pagare le sanzioni amministrative. Tanto che se il Fondo regionale per l’occupazione dei disabili ha superato i 4milioni di euro, lo deve soprattutto alle ammende previste per i datori di lavoro inadempienti. «Abbiamo scoperto un tesoretto inutilizzato di 4,5milioni di euro. Le imprese preferiscono pagare le sanzioni piuttosto che assumere personale con disabilità. Ed allora, – ha concluso l’assessore Gentile – queste risorse economiche da un punto di vista morale, etico e politico devono tornare ai disabili». Una volta pubblicato il bando, l’assessorato regionale al Welfare provvederà a divulgare tutte le informazioni non soltanto attraverso i propri canali, anche puntando anche sul coinvolgimento attivo delle associazioni di volontariato in prima fila nel campo della tutela e dell’assistenza delle persone con disabilità.

 

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