L’allarme del Dpa: «Nei Ser.T. diminuiscono i test per l’HIV»

ROMA – L’allarme arriva dal responsabile del Dipartimento Politiche Antidroga, Giovanni Serpelloni, nella Relazione annuale al Parlamento 2012. «È preoccupante la percentuale  di tossicodipendenti in carico ai Ser.T. che non viene più testata (69,5% degli utenti in carico) per rilevare la presenza dell’infezione da Hiv», scrive Serpelloni secondo cui «si è ormai persa la possibilità di poter monitorare correttamente il fenomeno da un punto di vista epidemiologico». E’ dunque allarme per le ricadute negative nei prossimi anni sul controllo dell’epidemia, allarme sostenuto anche dal trend «anche se stimato e sicuramente da dover ricontrollare» precisa il capo del DpA, dell’aumento dell’infezione da Hiv riscontrato nei nuovi utenti in ingresso ai Ser.T.

LA SITUAZIONE NEI SER.T. Complessivamente tra il 2000 e il 2011 l’aumento dei trattamenti erogati è del 9%. Nella maggior parte dei casi si tratta di trattamento farmacologico, prevalentemente metadone, che rimane il farmaco più utilizzato. Poco più di un soggetto su tre è stato sottoposto a un trattamento psicosociale e riabilitativo: sostegno psicologico, psicoterapia e in oltre la metà dei casi interventi di servizi sociali. La relazione segnala un lieve aumento del numero di intervento senza integrazione farmacologia. Sono 172.211 i tossicodipendenti in trattamento nei Sert nel  2011, erano 174.156 l’anno precedente. La maggior parte sono uomini. Diminuiscono del 2,7% i nuovi utenti che passano da 34.625 nel 2010 a 33.679 nel 2011. Il 27,7% degli nuovi utenti presi in carico dai Sert ha più di 39 anni, contro una media europea dei quasi il 15%. Il 14% ha tra 35 e 39 anni. E aumenta l’età media del primo accesso ai servizi: da 26 (1991) a 31,6 maschi e 31 per le femmine nel 2011.

EROINA AL 1° POSTO.
 Il 69,3% degli utenti (114.644) ha riferito l’eroina quale sostanza d’uso prevalente (dato stabile negli ultimi 4 anni), seguono cocaina (25.262 utenti) e cannabis (15.157). Puglia, Friuli Venezia Giulia e Veneto sono le regioni con una più alta percentuale di utenti per uso primario di cannabis. L’assunzione per via endovenosa e in particolare gli oppiacei in lieve aumento nell’ultimo anno (58,9% nel2010 rispetto al 61,0% nel 2011), pur mentendosi al di sotto del valore del1997 (circa il 68%). Rispetto al profilo europeo è maggior il consumo dichiarato di oppiacei, simili quello di cocaina e sensibilmente inferiore quello per cannabis e altre sostanze, in prevalenza di tipo sintetico.

di Sofia Curcio

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