Cronisti in erba: dai quartieri difficili di Palermo e Napoli al Giffoni

SALERNO. Otto giovani palermitani del Centro Tau di Palermo e sei giovani del Centro “La casa dei Cristallini” del Rione Sanità di Napoli partecipano come giovani reporter alla 42esima  edizione del Giffoni Film Festival. Grazie a una piattaforma web, “Iammonline.it”,  i ragazzi, provenienti da contesti ambientali “difficili” delle due città del sud Italia, potranno confrontarsi, supervisionati da operatori e professionisti del settore,  con la vita da giornalisti, seguendo con l’occhio del cronista la manifestazione cinematografica. Gli elaborati (video, fotoreportage, articoli giornalistici) saranno pubblicati sul sito internet iammonline.it.  L’esperienza media-educativa, attiva durante tutto l’anno, vive l’apice con la “spedizione” di alcuni ragazzi del “Centro Tau”, centro aggregativo del quartiere Zisa di Palermo, e dei loro coetanei della “Casa dei Cristallini” del rione Sanità di Napoli, alla manifestazione cinematografica del Giffoni Film Festival. Mossi da uno spirito di crescita, integrazione, promozione di conoscenza, i giovani reporter si inseriscono in un panorama internazionale che li vede protagonisti nel contesto giornalistico dell’evento. «Il Giffoni film festival -spiega Francesco Di Giovanni, Coordinatore del Centro Tau di Palermo e del Progetto “Restare in gioco”- non rappresenta soltanto un’esperienza limitata all’evento, ma si inserisce in un percorso educativo che, attraversando i nuovi settori della mediaeducation e dell’interculturalità, promuove processi di fascinazione culturali che, nel lungo periodo, possono agire come volano per lo sviluppo della comunità, aprendo nuovi orizzonti culturali. Nell’intreccio tra cinema e adolescenza riteniamo che i nostri giovani possano trovare nuovi stimoli di crescita e di riflessione personale da capitalizzare nel lavoro educativo e culturale che l’associazione promuove sul territorio».

IL PROGETTO. La partnership progettuale è stata sviluppata integrando le reti territoriali di due “aree periferiche” delle città di Napoli (Rione Sanità) e di Palermo (Quartiere Zisa), da anni impegnate a sviluppare processi di sviluppo locale attraverso la promozione di interventi che coinvolgono bambini, adolescenti, giovani, famiglie, istituzioni, operatori pubblici e privati dei servizi sociali, educativi, sanitari, dell’istruzione, della formazione professionale, della cultura e dell’impresa. “Restare in gioco”, questo il nome del progetto madre, è un intervento innovativo e sperimentale finalizzato a sviluppare ed implementare sui territori iniziative di prevenzione del disagio e della devianza minorile attraverso l’attivazione di interventi promozionali e si sostegno degli adolescenti e dei giovani coinvolti e la creazione di questo “ponte” tra i due territori, finalizzato a scambiare esperienze, progetti, saperi, ma anche sogni e speranze da convertire in progetti ed azioni. Un ponte collega il quartiere Zisa di Palermo con il rione sanità di Napoli: il Progetto “Restare in gioco”, finanziato da Fondazione per il Sud con il bando “Educazione dei giovani 2010”. un ponte per consentire ai giovani delle due comunità territoriali di giocarsi il proprio capitale sociale ed attivare percorsi utili a “rimanere in gioco”, “per crescere al Sud”, nella partita più importante della loro vita: il loro futuro.

di Mario Domella

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