Il punto a Roma su immigrati e cittadinanza

ROMA. “Nessun luogo è lontano” e il Consiglio italiano per i Rifugiati promuovono il workshop “Immigrazione e diritti di cittadinanza è tempo di riscrivere il contratto sociale”, in programma a Roma alla Camera dei Deputati che ha visto la partecipazione di parlamentari, esponenti degli enti locali e delle associazioni. Un tema particolarmente sentito, soprattutto se si guarda al rapporto Caritas-MIgrantes e alle recenti parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano su un cambio di legge per l’acquisizione della cittadinanza ai figli di migranti nati in Italia.

DATI, NUMERI SUI MIGRANTI – Dal Dossier annuale di Caritas e Fondazione Migrantes è possibile avere i dati aggiornati sulla presenza di stranieri in Italia e sulla “questione cittadinanza”. Quello che colpisce particolarmente è la presenza di migranti in alcuni quartieri e città italiane. In alcuni municipi della Capitale, come ad esempio il primo e il ventesimo, la presenza di stranieri si attesta intorno al 20 per cento della popolazione, così come avviene per i comuni tra i 15mila e i 25mila abitanti. In comuni più piccoli, con una popolazione che oscilla tra i cinque e i quindicimila abitanti, l’incidenza degli immigrati è al 25 per cento. In questo caso rientrano comuni come Baranzate in provincia di Milano, Porto Recanati (Macerata), ma anche Acate in provincia di Ragusa. Nel piccolo comune di Airole, provincia di Imperia, ci sono solo 500 abitanti, qui per ogni dieci abitanti ci sono tre stranieri.

650MILA STRANIERI NATI IN ITALIA – Sono cinque milioni gli stranieri nati in Italia, regolari, di questo oltre 993mila sono minori. A questo si aggiunge un’altra nota qualitativa non indifferente: circa 650 mila sono nati in Italia. «Trattandosi per la quasi totalità di minori – spiega Franco Pittau, responsabile del Dossier Caritas-Migrantes -, ciò significa che questi nei due terzi dei casi sono nati in Italia, e la percentuale è anche più elevata se facciamo riferimento ai bambini della scuola d’infanzia , con una percentuale che va oltre il 78 per cento».  E la nascita in Italia sarà la tendenza che caratterizzerà sempre più il futuro. In effetti, nel  2010 sono nati in Italia 78.082 figli da entrambi i genitori stranieri. «Le famiglie con almeno un componente straniero incidevano solo per il 3,1% 2001 – puntualizza ancora Pittau – e ora hanno superato l’8% (oltre 2 milioni di nuclei). Una crescente quota di queste famiglie sono miste».

 

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