Connettiti con noi

Notizie

La Cassazione: «Basta barriere architettoniche»

Pubblicato

il

Ascolta la lettura dell'articolo

GENOVA. «Facilitare l’accesso a tutti senza barriere architettoniche». A chiederlo è la Cassazione con la sentenza 18334 – in cui si esorta a non essere rigidi nell’osservanza dei regolamenti condominiali quando il loro rispetto finisce per diventare «irragionevole». I supremi giudici osservano che è «ormai superata la concezione di una radicale irrecuperabilita’ dei disabili» e la «socializzazione deve essere considerata un elemento essenziale per la loro salute, tale da assumere una funzione sostanzialmente terapeutica assimilabile alle stesse pratiche di cura e riabilitazione».
L’EPISODIO. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un condominio di appartamenti di La Spezia che ha fatto ricorso contro l’ordine di smontare l’ascensore che avevano installato per consentire una più agevole mobilità a due anziani che abitavano all’ultimo piano. Per far spazio all’ascensore era stata ristretta la rampa di scale e l’inquilino del primo piano si era rivolto alla magistratura sostenendo che l’architettura del villino era stata alterata e che, adesso, nelle scale non sarebbe potuta passare una barella di soccorso. Per la Suprema corte l’ordine di smontare l’ascensore deve essere sospeso e l’unica valutazione che dovrà rifare la Corte d’Appello di Genova è solo quella per esaminare se ci sono ancora le condizioni per il passaggio di un’eventuale barella, altrimenti per la Cassazione non ci sono norme che possono vietare l’installazione di mezzi che facilitano la vita dei disabili.

di Davide Domella

Agenda

Gravetti 1 giorno fa

INSIEME, C’È UNA BELLA DIFFERENZA – CINQUE COMUNI ITALIANI IN PRIMA LINEA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI

Gravetti 1 giorno fa

Senza Iban non c’è contratto: quando la burocrazia frena l’inclusione

Gravetti 2 giorni fa

Cinque morti in pochi giorni: l’Italia che cade sul lavoro. L’allarme dell’ANMIL

Gravetti 5 giorni fa

Bullismo, molestie, cyberviolenza: i numeri che raccontano una generazione che non si sente al sicuro

Salta al contenuto