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Il coraggio di essere accanto alle donne afgane, per i loro diritti e per la libertà

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Un fallimento di tutti per interessi ed accordi che vanno oltre la libertà e i diritti di donne e bambini. Vent’anni di investimenti per ritrovarci ad essere definiti sconfitti da criminali e da terroristi.

Qualcuno dirà: “adesso vuole occuparsi anche di politica estera; oppure che il Sociale debba pensare ad attivare solo azioni caritatevoli”. Voglio con rabbia e sgomento dire la mia, anche sui processi politici! La vicenda afgana è complicata e purtroppo anche divisiva. Quindi cosa dobbiamo fare in questo momento? Da due anni ad oggi il Ministro degli Esteri cosa ha prodotto? Mancata difesa dei diritti e della libertà delle donne, mancato cambiamento culturale, concetto di democrazia mai trasmesso, azioni serie e concrete mai attuate dall’America e dall’Europa, questa è la verità.
Iniziamo noi come società civile, come protagonisti di una vita sociale e culturale ad alzare la voce rispetto ai mancati diritti, a pretendere più umanità, a richiedere di trasferire la cultura dei diritti umani e iniziare a praticare la cosiddetta fratellanza con rispetto e tanta civiltà.

Alziamo la voce in questi momenti che ci segnano e creano rabbia, oltre a praticare solidarietà. Chiediamo fortemente ai nostri rappresentanti politici un’attenzione rispetto a questi temi. Rischiamo di pagare conseguenze serie per il presente e per il futuro e non possiamo essere d’accordo rispetto ad un finto silenzio o ad un falso atteggiamento politico che oggi stiamo vivendo.

Di Nicola Caprio

 

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