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Dagli scarti del mare alla pelle dei bambini: a Napoli nasce il progetto Pepeco
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C’ è un collegamento che lega le vasche di acquacoltura del Mediterraneo alle sale operatorie della chirurgia pediatrica d’eccellenza. Si chiama Pepeco, il progetto rivoluzionario presentato a Pordenone, durante la fiera internazionale Aquafarm, che promette di trasformare quello che oggi è considerato uno “scarto” della pesca in una risorsa salvavita per i piccoli pazienti. Il focus del progetto è la bioeconomia circolare. L’idea, nata da un accordo tra la Regione Campania, l’AORN Santobono-Pausilipon e la Stazione Zoologica Anton Dohrn, è tanto semplice quanto ambiziosa: utilizzare la pelle dei pesci e il collagene marino per creare fogli biocompatibili.
Questi materiali non sono semplici medicazioni, ma vere e proprie impalcature biologiche destinate a:
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Trattamento delle grandi ustioni: la pelle di pesce ha proprietà rigenerative sorprendenti e una struttura simile a quella umana.
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Chirurgia plastica ricostruttiva: il collagene estratto sarà fondamentale per correggere patologie complesse come la labiopalatoschisi (il cosiddetto labbro leporino).
Un’alleanza strategica per il territorio
Finanziato dal FEAMPA (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura), Pepeco rappresenta un modello di integrazione tra ricerca pura e applicazione clinica. “Valorizziamo i sottoprodotti della filiera acquicola trasformandoli in materiali di interesse biomedicale secondo un approccio di economia circolare,” ha dichiarato Fiorella Zabatta, Assessora regionale alla Pesca e Acquacoltura. “È un esempio concreto di come la ricerca generi un ritorno diretto per le imprese, aprendo nuovi mercati sostenibili”.
L’impatto sulla salute pubblica
Il Direttore Generale del Santobono-Pausilipon, Rodolfo Conenna, ha sottolineato come i biomateriali marini rappresentino “una frontiera promettente per la medicina rigenerativa”. L’obiettivo è offrire cure più efficaci e meno invasive, riducendo i tempi di guarigione delle lesioni cutanee complesse attraverso soluzioni che coniugano efficacia clinica e sostenibilità ambientale.
Dello stesso avviso il prof. Roberto Bassi, Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn, che vede in Pepeco la dimostrazione di come la scienza possa convertire le risorse marine in “asset ad elevato valore aggiunto”, proteggendo l’ecosistema e stimolando la crescita economica del Mezzogiorno.
Il futuro della medicina è nel mare. Con Pepeco, la Campania si candida a diventare un hub internazionale per le biotecnologie marine, dimostrando che l’innovazione più avanzata può nascere dal rispetto della natura e dal recupero intelligente delle sue risorse.






