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Autismo, i genitori in catene si appellano a De Luca: «Brucia la delibera 131»

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«De Luca, usa il lanciarazzi per bruciare la delibera 131» recita uno dei cartelli esibiti dai manifestanti che ieri hanno protestato di nuovo, sotto la sede del Consiglio regionale della Campania presso il Centro direzionale di Napoli, contro la delibera del 2021 con cui la Giunta regionale ha rivoluzionato il percorso riabilitativo che le Asl di ciascuna provincia devono proporre alle persone con sindrome dello spettro autistico.

Un piano che prevede – in sintesi estrema – una diminuzione delle ore di terapia con l’aumentare dell’età dei pazienti. Da un anno ormai la battaglia va avanti. Parole e voci arrabbiate quelle dei genitori, ma anche dei terapisti, arrivati da tutta la Campania per chiedere la revoca del provvedimento. Qualcuno si è incatenato, altri si sono stesi a terra divanzi all’ingresso dell’ente. Decine le persone radunatesi presso la sede del Consiglio regionale, la maggior parte in pettorina e con cartelloni e megafoni, da parte di tutti la richiesta di non lasciar naufragare i percorsi terapeutici Aba, considerati fondamentali, e revocare la delibera.

Presente anche il capogruppo regionale della Lega, componente della commissione Sanità, Giampiero Zinzi, che lamenta come, nonostante l’anno trascorso, la Giunta non abbia ancora fornito «una risposta alle legittime richieste dei genitori dei bimbi speciali. La riduzione delle ore di terapia per i pazienti autistici e la difformità di procedure adottate dalle diverse Asl sono problemi da affrontare in maniera decisa. L’approvazione di una legge regionale sull’autismo non è più rinviabile».

Per il momento, quello tra associazioni e famiglie da un lato e Regione dall’altra sembra un braccio di ferro.  Nonostante le aperture mostrate dall’ente regionale, nonostante le manifestazioni e le promesse, la situazione è ancora incandescente soprattutto perché si evidenzia una nuova ‘occasione’ di disparità per i pazienti e i loro familiari, già costretti ad una quotidiana battaglia contro la sindrome e oggi provati da una decisione unilaterale che considerano sconsiderata.

di Bianca Bianco

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