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Associazione Meridies: 30 anni per la salute e l’inclusione sociale

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Da una lato la promozione della salute e della prevenzione, a partire dallo sport e da uno stile di vita attivo, dall’altro l’inclusione sociale attraverso attività rivolte alle persone più vulnerabili. Questo è il doppio asse su cui si muove l’associazione sportiva Meridies, nata a Napoli nel 1996 e animata dalla dottoressa Lina De Cesare, direttore UOC Riabilitazione della Asl Napoli 1 Centro e oggi vicepresidente della onlus. Trent’anni di impegno profuso per la valorizzazione del territorio e l’accesso allo sport per tutti i cittadini, in particolare anziani e fragili, grazie anche al contributo volontario e gratuito di una squadra sempre più nutrita di medici, infermieri, fisioterapisti, ma anche assistenti sociali, educatori e altre figure professionali socio-sanitarie.

 

«Siamo stati la prima associazione sportiva italiana ad impegnarsi attivamente nella promozione della salute, dalla prevenzione alla riabilitazione, molto tempo prima che le iniziative di screening gratuite si diffondessero sul territorio», spiega la De Cesare. Che sottolinea: «Da quasi 30 anni ci mettiamo “in piazza”. A Napoli, con il patrocinio del Comune, promuoviamo in piazza Municipio le giornate della salute con l’iniziativa “Nalab-Laboratorio Napoli”, che sensibilizza allo sport come strumento di prevenzione di tumori e altre patologie, offrendo a tutti la possibilità di fare visite specialistiche gratuite».

 

Ma il concetto di prevenzione è da intendere in senso più lato, secondo la fondatrice di Meridies: «Anzitutto attraverso il movimento fisico, in cui, con passeggiate salutari e attività sportive a contatto con la natura, cerchiamo di coinvolgere anziani e pazienti fragili come persone con problemi di salute mentale e demenza. Dove non possiamo, arriviamo da remoto ai nostri utenti». In particolare, racconta Lina De Cesare, con il progetto “AFA – Attività Fisica Adattata”, l’associazione è riuscita a raggiunger diverse decine di persone con patologie croniche. E sta per partire un nuovo corso, in attesa di fondi, dal momento che la onlus si auto-sostiene partecipando a bandi e con il 5×1000.

 

La sfida, negli anni, è stata anche quella di portare questi concetti in luoghi “non tradizionali”, come quelli deputati alla detenzione. Così è nato oltre tre anni fa, nel carcere di Secondigliano, il progetto “Gestire la forza, guardare alla vita”, concluso a settembre dello scorso anno, in cui lo sport ha rappresentato per i reclusi uno strumento importante di recupero, rieducazione e reinserimento sociale. Grazie a un percorso formativo di trecento ore, una ventina di detenuti in medio regime hanno conseguito un attestato di frequenza, diventando maestri di fitness e di arti marziali. Un’opportunità per superare stress, depressione e istinti suicidi tra le mura del carcere, ma anche una occasione da spendersi nel mondo del lavoro, una volta fuori.

 

Tra le attività organizzate, ormai tradizionalmente, dall’associazione sportiva Meridies, oggi presieduta da Mattia Moccia, vi è il “Premio Salute per tutti”, in cui viene conferito un riconoscimento alle eccellenze, ovvero alle personalità che in diversi settori, dal giornalismo alla letteratura, passando per lo sport, si sono distinte per aver promosso valori come prevenzione e salute. Un altro momento importante è rappresentato dal Memorial per le vittime innocenti di criminalità, che vuole essere una testimonianza di vicinanza per i familiari, anche esso organizzato in luoghi simbolici della città.

 

Una occasione di incontro e condivisione che quest’anno, per il trentesimo compleanno di Meridies, avrà un sapore ancora più speciale, nel ricordo del marito di Lina De Cesare, Massimo Moccia, docente di Educazione fisica, a cui si deve il nome dell’associazione: «Meridies come Meridione, in riferimento al nostro territorio, ma anche come Meridiana, vale a dire l’unico orologio che non sbaglia mai, volendo rappresentare la nostra realtà una testimonianza di vita e di verità».

 

di Maria Nocerino

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