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SPOPOLAMENTO: 4 TERRITORI ACCEDONO ALLA SECONDA FASE DEL BANDO “RIABITARE IL SUD”

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La Fondazione con il Sud ha deliberato le quattro proposte che saranno ammesse alla seconda fase di “Riabitare il Sud – Bando di sviluppo locale per la rigenerazione del Sud Italia”. L’iniziativa sperimentale si rivolge a piccoli comuni e organizzazioni di Terzo Settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento attraverso interventi di rigenerazione demografica e di rivitalizzazione delle comunità. Sono state complessivamente 57 le candidature al bando, capaci di attivare e coinvolgere 260 comuni e 204 enti del terzo settore. Attraverso il bando, la Fondazione con il Sud mette a disposizione 8 milioni di euro per 4 territori che includano un’area di almeno tre comuni tra loro confinanti, in cui risiede una popolazione complessiva non superiore a 20.000 abitanti e in cui sia attivo un SAI (sistema accoglienza e integrazione).

I territori coinvolti dalle quattro proposte selezionate sono: l’area delle Alte Madonie, in provincia di Palermo, e in particolare un territorio che comprende 7 piccoli comuni per un totale di poco più di 19 mila abitanti (Petralia Soprana, Gangi, Polizzi Generosa, Petralia Sottana, Blufi, Geraci Siculo e Castellana Sicula); una piccola porzione dell’area della Locride, in provincia di Reggio Calabria e in particolare 3 comuni per un totale di poco più di 8 mila abitanti (Camini, Stignano e Caulonia); un’area del Cilento, in provincia di Salerno, che comprende 4 comuni per un totale di quasi 11 mila abitanti (Ceraso, Ascea, Novi Velia, San Mauro La Bruca); un’area del Sannio che comprende 10 piccoli comuni per un totale di più di 19 mila abitanti, che si estendono nella provincia di Benevento (Baselice, Foiano di Val Fortore, Molinara, San Marco dei Cavoti, Pesco Sannita, Pietrelcina, Fragneto L’Abate, Campolattaro, Morcone, Sassinoro).

“La risposta dei territori all’iniziativa sperimentale che abbiamo messo in campo ci dà speranza e fiducia verso la volontà e la capacità di mettersi insieme, creare alleanze pubblico-privato sociale per favorire la rigenerazione demografica e rendere attrattivi i territori per chi decide di restare, tornare, arrivare o fermarsi al Sud”, sottolinea Stefano Consiglio, presidente della Fondazione con il Sud. “Nonostante i criteri stringenti, c’è stata una partecipazione significativa. Tutte le comunità coinvolte, al di là delle quattro che accedono alla seconda fase di Riabitare il Sud, meritano un grande plauso ma anche l’attenzione delle istituzioni per il grande sforzo di immaginare un futuro diverso dallo spopolamento e soprattutto di superare le criticità mettendo in campo visione e pragmatismo, costruendo alleanze e prospettive per giovani e comunità locali. Il 4 marzo abbiamo convocato una riunione con i rappresentanti di tutti i partenariati non ammessi alla seconda fase del bando per valutare possibili iniziative finalizzate a collaborare per l’implementazione di azioni utili per attivare processi di rigenerazione demografica anche in altre aree del Sud”

Il bando si articola in due fasi distinte. Nel corso della prima fase, quella appena conclusa, i territori si sono candidati formulando una “manifestazione di interesse”, specificando le informazioni sul “gruppo promotore” della candidatura, sulla strategia pluriennale di rivitalizzazione del territorio e sulle azioni progettuali che, nel breve e medio termine, si intende avviare per dare seguito alla strategia.

Nella successiva fase di progettazione esecutiva, verrà attivato in ognuno dei 4 territori selezionati un un “gruppo di coordinamento territoriale” composto dai referenti degli enti che hanno presentato la manifestazione di interesse e dai collaboratori della Fondazione con il Sud, compresi i consulenti esperti. I progetti esecutivi saranno approvati entro la fine del 2026.

Il Bando “Riabitare il Sud” rappresenta una delle principali azioni strategiche del piano triennale 2025-27 della Fondazione con il Sud, che punta a contrastare i processi di spopolamento delle regioni meridionali e a favorire percorsi di rigenerazione demografica e sociale delle comunità. Dal 2001 al 2023, il Mezzogiorno ha perso 730 mila residenti. Guardando alle stime dello scenario “medio”, dunque non quello peggiore, nel 2080 il Sud avrà perso 8 milioni di abitanti contro i 5,2 milioni del Centro-Nord, concentrati soprattutto nelle classi di età più giovani.

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