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Vera Gheno e “l’antidoto” ai pericoli dei social

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L’avvento delle nuove tecnologie che, negli ultimi anni sono avanzate rapidamente, ha cambiato radicalmente la quotidianità.
Nuovi dispositivi e servizi sono stati introdotti ed ai quali sembra impossibile rinunciare. Si è verificata a una trasformazione delle abitudini, dei comportamenti nonché del  modo di lavorare e relazionarsi. La tecnologia ha, inevitabilmente,  influito su quello che è il modo di comunicare, pensare e imparare delle persone.  Incredibili i risvolti positivi dell’utilizzo dei social  quali la possibilità di reperire in tempi veloci  informazioni, di facilitare le azioni delle persone , creare reti globali che permettono  di superare le barriere spazio-temporali. Innegabile, però,  la pericolosità ed i rischi insiti nel loro utilizzo  in modo massiccio.

Vera Gheno nel libro  “L’antidoto” (Editore Longanesi, pagine 224, costo 16 Euro)) individua 15 velenosi comportamenti adottati sui social e, dopo aver  ricostruito la scala di disfunzioni relazionali e comunicative, offre antidoti per ciascuno, soluzioni per creare un clima più sereno in rete.

La  Gheno è una sociolinguista, divulgatrice e traduttrice dall’ungherese, insegna ed è ricercatrice all’Università di Firenze e ha collaborato per vent’anni con l’Accademia della Crusca. Conosciuta soprattutto come studiosa delle tematiche quali l’inclusione e le questioni di genere.

Nel testo, la polarizzazione del dibattito, la disumanizzazione dei personaggi, il narcisismo imperante, l’incapacità di tutelare la propria vita privata, la diffusa retorica, la dilagante incapacità di tessere relazioni che reclamano un confronto diretto, una tendenza ad una approssimativa conoscenza su argomenti che meriterebbero approfondimento e lettura di testi, estremizzazione, invidia sociale, aggressività e volgarità verbale sono solo alcuni dei rischi che l’autrice individua.

Semplicistico considerare il mondo digitale come una realtà da contenere, importante individuare strategie per un suo sano utilizzo.

di Maria Rosaria Ciotola

 

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