Connettiti con noi

Agenda

L’arte che cura: al Pausilipon di Napoli l’archeologia entra in corsia

Pubblicato

il

Ascolta la lettura dell'articolo

Il patrimonio culturale di Napoli diventa una medicina per l’anima grazie a “Igea. L’arte che cura”, l’innovativo progetto che unisce l’Ospedale pediatrico AORN Santobono Pausilipon e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Comune di Napoli. L’iniziativa, partita ufficialmente oggi, 1° aprile 2026, si pone l’obiettivo di trasformare il tempo del ricovero in un’esperienza di scoperta, portando la bellezza dell’arte e della storia direttamente nelle corsie del polo oncologico pediatrico.

Laboratori e attività: i piccoli pazienti diventano “giovani funzionari”

Il percorso didattico prevede cinque incontri tematici curati dai funzionari della Soprintendenza. Ogni appuntamento alterna una parte teorica a laboratori pratici creativi, permettendo ai bambini di immedesimarsi nel lavoro di archeologi, storici dell’arte e restauratori. Attraverso il gioco e la sperimentazione, i piccoli pazienti apprendono come il patrimonio storico-artistico della città venga studiato e protetto ogni giorno.

Oltre alle attività in ospedale, il progetto include visite guidate esclusive nei luoghi simbolo della Soprintendenza partenopea. I bambini avranno l’opportunità di esplorare siti dal fascino millenario come il Parco Archeologico del Pausilypon e le Terme Romane di via Terracina, vivendo un momento di svago e formazione fuori dalle mura ospedaliere.

Il valore terapeutico della cultura: le voci dei protagonisti

Rodolfo Conenna, Direttore Generale dell’AORN Santobono Pausilipon, sottolinea come il tempo della malattia sia spesso un “tempo sospeso” che priva i ragazzi della loro normalità. Questo progetto mira a colmare quel vuoto con la crescita e l’immaginazione. Sulla stessa linea, la Soprintendente Rosalia D’Apice definisce “Igea” un progetto pionieristico: condividere competenze tecniche e specialistiche con i ragazzi non solo arricchisce il loro bagaglio culturale, ma li rende custodi attivi di un patrimonio fragile e prezioso. Grazie a questa sinergia, la tutela dei beni culturali e la cura della persona si fondono in un unico percorso di speranza e bellezza, confermando Napoli come una città dove la solidarietà e l’arte camminano di pari passo.

Dal Lussemburgo al  Santobono di Napoli per curare una malattia rara

Agenda

Gravetti 1 giorno fa

Napoli si candida a Capitale Italiana del Volontariato 2027: istituzioni e Terzo settore per il progetto “Ecosistema Vulcanico del Bene”

medolla 2 giorni fa

La città vista da un’altra prospettiva, i tetti del Duomo di Napoli si aprono alla città

Gravetti 5 giorni fa

Napoli e la sfida di un volontariato strutturato L’INTERVISTA

medolla 1 settimana fa

Bullismo e cyberbullismo: 8 ragazzi su 10 li considerano un problema serio

Salta al contenuto