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Talenti e lavoro nel Mezzogiorno: all’IPE la presentazione del libro “Lavorare al Sud è IMpossibile”

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Il Mezzogiorno non solo come luogo da cui partire, ma sempre più come territorio in cui restare o a cui tornare per costruire una carriera professionale. È questo il tema al centro della presentazione del libro “Lavorare al Sud è IMpossibile” di Floridiana Ventrella, in programma martedì 17 marzo dalle ore 15.00 alle 17.00 presso l’Aula Magna dell’IPE. «Tra il 2002 e il 2024 il Mezzogiorno ha perso, al netto dei rientri, circa 270 mila laureati under 35 verso il Centro-Nord, e solo nel 2024 la perdita complessiva di giovani qualificati ha raggiunto 24 mila unità» sottolinea Gaetano Vecchione, professore di Economia alla Federico II e relatore al convegno. «Negli ultimi anni però si registra anche un segnale positivo: è diminuita l’emigrazione universitaria anticipata, con gli immatricolati meridionali negli atenei del Centro-Nord scesi da 24 mila a 17 mila. Un dato che indica come sia possibile rafforzare le condizioni per permettere ai giovani di restare o rientrare. Decisivo però anche uno sforzo del mondo imprenditoriale a migliorare la cultura del lavoro e incrementare i salari, soprattutto per i giovani più qualificati».
In questa prospettiva, il volume di Ventrella contribuisce ad alimentare un dibattito che l’IPE porta avanti da tempo: trasformare il diritto a partire in una reale possibilità di restare o rientrare. Il libro parte da una provocazione – l’idea diffusa che lavorare al Sud sia impossibile – per mettere in discussione uno dei luoghi comuni più radicati sul Mezzogiorno. Attraverso numerose testimonianze e casi di successo, il volume racconta esperienze di professionisti e organizzazioni che hanno costruito carriere solide nel territorio. Un osservatorio interessante arriva dalla piattaforma Lavoroalsud.it, fondata dalla stessa Ventrella per connettere talenti e opportunità nel Mezzogiorno. Ad oggi oltre 10.000 utenti hanno utilizzato la piattaforma per cercare lavoro nel Sud Italia e circa un quarto degli accessi proviene dalla Lombardia, in particolare dall’area di Milano. Un dato che evidenzia l’esistenza di una fascia di professionisti che, pur lavorando nel Centro-Nord, sta valutando concretamente la possibilità di rientrare. Secondo l’autrice, la cosiddetta “fuga dei cervelli” non è sempre definitiva: spesso si tratta di percorsi professionali temporanei legati alla ricerca di opportunità. In molti casi esiste una domanda latente di rientro, che potrebbe concretizzarsi se le opportunità presenti nel Mezzogiorno fossero più visibili e accessibili. Il libro nasce proprio con l’obiettivo di raccontare storie di carriera costruite al Sud, offrire strumenti di orientamento e contribuire a cambiare la narrazione sul lavoro nel territorio.
Il tema delle aspirazioni professionali dei più giovani è anche al centro di un’indagine in corso realizzata dal Centro Studi e Ricerche IPE sui principali trend di inserimento professionale della Generazione Z. I primi dati, raccolti su un campione di 160 allievi dell’IPE Business School, neolaureati tra i venti e i trent’anni provenienti prevalentemente dalla Campania e dal Mezzogiorno, restituiscono un quadro articolato delle scelte dei giovani. «Se una parte consistente degli intervistati è disposta a muoversi su tutto il territorio nazionale (35%) o all’estero (27%), il 38% aspira invece a restare e lavorare al Sud, cercando opportunità soprattutto nel proprio territorio» spiega Serena Affuso, del Centro Studi e Ricerche IPE. «A guidare le scelte professionali sono soprattutto le concrete possibilità di carriera e di crescita, insieme al clima interno alle aziende e alla qualità delle relazioni nei team di lavoro, fattori che per molti giovani contano più della sola remunerazione economica». Dall’indagine emerge inoltre come il principale canale utilizzato dai nativi digitali per cercare lavoro sia quello online: LinkedIn è utilizzato dal 98% degli intervistati, seguito dai portali di annunci di lavoro (38%) e dai servizi di Job Placement di università e business school.
L’iniziativa si inserisce pienamente nella missione dell’IPE, che da anni promuove formazione, ricerca e confronto sui temi dello sviluppo del Mezzogiorno, sostenendo la valorizzazione del capitale umano e la creazione di opportunità professionali qualificate nel Sud Italia. Nel corso dell’incontro interverranno Giovanni Francesco Delle Cave (Talent Attraction, Onboarding & Engagement Manager EY), Laura Panucci (HR Manager Camomilla Italia) e Gaetano Vecchione, professore associato di Economia presso l’Università Federico II di Napoli. A moderare l’incontro sarà Serena Affuso del Centro Studi e Ricerche IPE. La presentazione rappresenta un’occasione di confronto tra università, imprese e istituzioni su come rendere il Sud sempre più attrattivo per i giovani talenti, valorizzando le opportunità esistenti e favorendo sia il rientro dei professionisti sia la permanenza dei laureati che scelgono di costruire il proprio futuro nel Mezzogiorno.

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