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Acqua, incontro a Napoli: cinque punti per una gestione interamente pubblica in Campania

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Cinque proposte concrete per rilanciare la gestione totalmente pubblica del servizio idrico in Campania e riaprire il confronto con la nuova amministrazione regionale. È questo l’obiettivo dell’incontro pubblico promosso dal Coordinamento Campano per l’Acqua Pubblica, in programma sabato 17 gennaio 2026 alle ore 10.30 presso il Centro Missionario di via Mezzocannone 101, nel cuore di Napoli.

L’iniziativa, dal titolo “5 punti per l’acqua pubblica in Campania”, sarà presieduta da padre Alex Zanotelli, da anni punto di riferimento delle battaglie per i beni comuni, e vedrà l’intervento del professor Alberto Lucarelli, docente di Diritto Costituzionale ed ex assessore comunale ai beni comuni.

Al centro del dibattito, la richiesta di dare finalmente piena attuazione all’esito dei referendum del 2011, con cui la maggioranza degli italiani si espresse a favore della gestione pubblica dell’acqua. Un tema tornato di attualità anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate durante la recente campagna elettorale dal neoeletto presidente della Regione, Roberto Fico, che in più occasioni ha rivendicato il proprio sostegno ai referendum e la contrarietà alla privatizzazione del servizio idrico.

«Con l’augurio che questi propositi programmatici trovino concreta applicazione», spiegano i promotori, «intendiamo porre alcuni punti fondamentali alla base di una interlocuzione con la nuova amministrazione regionale».

I cinque punti proposti riguardano innanzitutto la richiesta di annullare, prima della pronuncia del Tar prevista per l’11 marzo, la gara per l’individuazione del socio privato di GRIC, avviando contestualmente il percorso per la trasformazione della società in un soggetto interamente pubblico. Secondo punto: fermare i processi di privatizzazione già avviati nei distretti idrici campani.

Il Coordinamento chiede inoltre di avviare un’azione condivisa con Puglia e Basilicata per ritrasformare “Acque del Sud” in una società totalmente pubblica, e di contrastare le mire delle grandi multinazionali – tra cui Italgas, Acea, Caltagirone, Suez e BlackRock – interessate, secondo i promotori, agli elevati e sicuri profitti legati sia alla grande adduzione interregionale sia alla distribuzione locale dell’acqua.

Infine, viene proposta la costituzione di un tavolo tecnico, al quale il Coordinamento dichiara fin d’ora la propria disponibilità a partecipare, per definire e governare la transizione verso un modello di servizio idrico integrato interamente pubblico. Un modello che comprenda approvvigionamento, distribuzione, fognatura e depurazione, nel rispetto del referendum del 2011 e dell’articolo 1 della legge regionale n. 15 del 2015.

All’incontro sono invitati comitati e associazioni, forze politiche e sindacali, oltre a rappresentanti delle istituzioni. «Si scrive acqua, si legge democrazia», ribadiscono gli organizzatori, rilanciando una battaglia che intreccia diritti, partecipazione e gestione dei beni comuni.

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