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150 mila contro la mafia. Don Ciotti: «Commuoversi non basta»

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Libera 3FIRENZE – Un fiume colorato e pacifico ha sfilato per le vie di Firenze in occasione della 18esima ‘Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie’. L’evento, organizzato da Libera e Avviso Pubblico, si è svolto quest’anno nel capoluogo toscano per celebrare il ventesimo anniversario della strage dei Georgofili. Più di 150mila le persone accorse da tutta Italia per dire basta ad ogni forma di criminalità organizzata.
I COLORI – Il lungo corteo, partito in mattinata dalla Fortezza da Basso, ha visto in testa i familiari delle vittime delle mafie, accompagnati da Don Ciotti, che ha affermato: «La mafia è come la peste. Per combatterla non basta commuoversi, bisogna muoversi». A loro Libera ha dedicato anche la giornata del 15 marzo, con un incontro nella Sala dei 500 a Palazzo Vecchio e una veglia di preghiera interreligiosa svoltasi nella Basilica di S. Croce. Ma a cogliere l’invito del fondatore di Libera non sono stati soltanto i familiari delle vittime. Studenti, lavoratori, imprenditori, sindacalisti, poliziotti, giornalisti, amministratori e semplici cittadini hanno invaso il capoluogo toscano in nome di una comune battaglia contro la malavita. Il punto d’arrivo del corteo, ovvero lo spazio antistante lo stadio Artemio Franchi, si è quindi riempito di striscioni, bandiere e fiori di carta colorati, realizzati dagli studenti delle scuole italiane, ispirati dallo slogan della giornata: “Semi di Giustizia, fiori di Corresponsabilità”.
I FIORI – Su ogni fiore è stato impresso il nome di una persona uccisa dalla criminalità organizzata. E ad uno ad uno sono stati letti i 900 nomi delle vittime della mafia. Infine, a conclusione della giornata, 17 seminari tematici hanno permesso di approfondire tematiche quali la corruzione, le ecomafie, l’educazione e il recupero dei beni confiscati.

di Silvia Aurino

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