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Lo sport come casa comune: a Napoli al via il corso di alta formazione che mette le comunità al centro

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Palestre di quartiere con le luci accese fino a sera, il campetto stretto tra i palazzi, la piazza dove un pallone diventa il pretesto per incontrarsi. È da qui, dalla vita quotidiana dei territori, che muove il corso di alta formazione «Management dello Sport, Inclusione Sociale e Sviluppo di Comunità», avviato dal CONI Campania nell’ambito della Scuola Regionale dello Sport, in collaborazione con il CSV Napoli.

Il percorso nasce dalla volontà di valorizzare lo sport non soltanto come pratica motoria o agonistica, ma come infrastruttura educativa, sociale e comunitaria, capace di generare benessere, inclusione, legalità, partecipazione e sviluppo territoriale. Impianti sportivi, palestre, piazze, parchi e beni comuni possono così diventare presìdi di prossimità e laboratori di comunità, luoghi nei quali costruire relazioni, contrastare le disuguaglianze, favorire l’integrazione e promuovere la rigenerazione sociale dei territori.

I lavori sono stati aperti da Antonino Chieffo, direttore scientifico della Scuola Regionale dello Sport del CONI Campania, da Giovanna De Rosa, direttrice del CSV Napoli, e da Enzo Marra, coordinatori scientifici del corso insieme a Chieffo, e da Francesco Cacciapuoti, referente di ANCI Campania.

Dalla giornata inaugurale è emerso un principio che attraversa l’intero percorso formativo: «Non vogliamo semplicemente accettare le diversità, vogliamo esaltarle, perché rappresentano una ricchezza per l’intera comunità». In questa prospettiva l’inclusione non coincide soltanto con l’accesso alla pratica sportiva, ma implica la capacità di ripensare spazi, regole e modelli organizzativi affinché ciascuno possa partecipare ed esprimere le proprie potenzialità, una visione di particolare rilievo anche per lo sport adattivo.

Le attività formative sono state avviate da Anna Lecora, Segretaria generale del Comune di Portici e coordinatrice del primo modulo, dedicato a «Pubbliche amministrazioni e amministrazione condivisa». Sono seguiti gli interventi di Renato Briganti, professore di Diritto pubblico dell’Università Federico II di Napoli, di Corrado Cuccurullo, professore di Economia aziendale, con affiliazioni alla Federico II e all’Università della Campania Luigi Vanvitelli, e di Marco Catalano, magistrato della Corte dei conti.

Al centro della prima giornata è stata posta l’amministrazione condivisa, intesa come opportunità per costruire nuove forme di collaborazione tra istituzioni, organizzazioni sportive, Terzo settore e comunità locali, valorizzandone il ruolo nella lettura dei bisogni, nella progettazione degli interventi e nella cura e rigenerazione dei beni comuni.

Il corso intende offrire a dirigenti, tecnici, operatori e volontari strumenti concreti per progettare, gestire e valutare interventi capaci di produrre valore sociale. Investire nelle competenze di chi opera nello sport significa, infatti, investire nella capacità delle comunità di diventare più inclusive, solidali e partecipative.

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