Connettiti con noi

News

Contrassegni disabili, per i Comuni l’obbligo della piattaforma unica

Pubblicato

il

Ascolta la lettura dell'articolo

Obbligo per i Comuni all’iscrizione alla Piattaforma unica nazionale informatica dei contrassegni per le persone con disabilità, con l’obiettivo di rendere più uniforme il riconoscimento del contrassegno su tutto il territorio italiano. Dunque, adesione non più su base volontaria: si tratta di una delle novità contenute nel nuovo Codice della strada, due giorni fa approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri e che sostituisce quello attualmente in vigore ma dovrà completare il proprio percorso legislativo prima di diventare definitivo.
Il riferimento è al Contrassegno unificato disabili europeo (Cude), al fine di rendere più omogeneo il riconoscimento del permesso sul territorio nazionale. La piattaforma unica permette di condividere le informazioni necessarie a riconoscere i contrassegni, agevolando gli spostamenti delle persone titolari anche quando ci si trova al di fuori del Comune di residenza. Va ricordato che è già operativa la piattaforma nazionale per le targhe associate al Cude: è un sistema nato per facilitare gli spostamenti in automobile tra Comuni diversi, evitando al titolare del contrassegno di dover chiedere ogni volta nuove autorizzazioni per l’accesso alle Ztl e l’uso dei parcheggi riservati.

Dunque, contrassegni (ma ancora non si sa entro quale termine i Comuni dovranno iscriversi né quali conseguenze puntuali siano previste in caso di mancato adeguamento), ma anche più controlli sugli abusi: tra le novità annunciate c’è l’introduzione di nuove misure contro l’uso improprio dei contrassegni per le persone con disabilità e dei permessi per le donne in gravidanza. Sulle sanzioni, servirà arrivare al termine dell’iter normativo. Il Cude inoltre consente di usufruire delle agevolazioni previste per la circolazione e la sosta, eliminando gli ostacoli legati a procedure amministrative differenti tra i Comuni.

“Finalmente un passo concreto per rendere effettiva la libertà di movimento delle persone con disabilità. Spostarsi per lavorare, studiare, curarsi o incontrare gli amici è un diritto di cittadinanza: non può dipendere da una comunicazione da ripetere a ogni Comune”, riferisce Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie (FISH ETS), “Spesso, in passato, le norme in materia sono state concepite come mere raccomandazioni, determinando un’adesione del tutto marginale da parte delle amministrazioni locali alla piattaforma nazionale. Con le modifiche approvate, l’adesione alla piattaforma diventa invece un requisito stringente e vincolante: i Comuni inadempienti saranno sanzionati con l’impossibilità di impiegare i dispositivi per l’accertamento a distanza delle violazioni del Codice della Strada”.

di Nicola Sellitti

Agenda

medolla 2 ore fa

POVERTÀ ALIMENTARE: IL 56% DEGLI INDIGENTI NON RAGGIUNTO DAGLI AIUTI

medolla 1 giorno fa

CESVI: GUERRE E CLIMA AFFAMANO 645 MILIONI DI PERSONE NEL MONDO

Gravetti 6 giorni fa

Oltre il carcere, il diritto a un secondo tempo: quando la comunità diventa protagonista del cambiamento

medolla 1 settimana fa

Quando il welfare si progetta insieme: al SàFF il volontariato al centro del dibattito

Salta al contenuto