“LiRe/Librerie indipendenti in relazione”, quando i libri creano scenari collettivi di resistenza culturale

Giunge al secondo incontro il progetto “LiRe/Librerie indipendenti in relazione” realizzato da quattro librerie del centro storico di Napoli (Libreria Tamu, Dante & Descartes, Perditempo e Librido) che hanno voluto far rete per condividere saperi ed esperienze tra le strade del centro storico napoletano. L’obiettivo di questo progetto è porre la lettura come pratica di “contaminAzione” ovvero di conoscenza e riconoscimento tramite libri, riviste ed esperienze. Si è voluti uscire dagli schermi e dalle piattaforme virtuali che in questi mesi hanno significato la pratica dell’incontro e confronto collettivo per ritornare in piazza, insieme, e aprirsi al confronto e alla conoscenza diretta.

In piazza del Gesù, la libreria Dante & Descartes ha fatto da sfondo alla presentazione del numero 4 della rivista “Lo stato della città” della redazione indipendente “Napoli Monitor”. Nato durante il lockdown, il quarto numero della rivista ha voluto raccontare quanto politicamente stava succedendo a Napoli e nel resto del territorio nazionale e mondiale in risposta all’emergenza sanitaria.

L’obiettivo della redazione indipendente napoletana è stato quello di offrire una prospettiva altra della narrazione della situazione di eccezionalità globale vissuta in questi mesi, non limitandosi a riportare gli eventi narrati dalla cronaca degli eventi, piuttosto di analizzarli. Interviste, esperienze in prima persona, fotogallery, piccole inchieste, disegni e illustrazioni hanno voluto raccontare le lotte che hanno visto impegnati e impegnate, durante la pandemia globale, chi era costretto a timbrare il cartellino e chi invece il lavoro l’ha perso o non lo ha mai avuto, i reclusi e le recluse delle carceri italiane detenuti in condizioni di sicurezza sanitarie assenti e dei tanti, forse troppi, soggetti deprivati di ogni mezzo materiale per garantirsi il sostentamento. Soggetti che hanno potuto affrontare le difficoltà quotidiane esclusivamente grazie alla resistenza solidale autorganizzata di chi ogni mattina gli consegnava la spesa.

Non parla la redazione, il microfono è aperto a chi ogni giorno dà il suo contributo per cambiare le dinamiche di differenza e invisibilizzazione cui gli strati “più bassi” della società sono costretti e dalle quali sono sovradeterminati. Condivide la sua esperienza chi è stato in prima linea durante gli scioperi della logistica e dei facchini della TNT, chi era presente insieme alle mogli, sorelle, compagne dei detenuti in protesta che hanno subito la repressione e la violenza poliziesca nelle carceri di Santa Maria Capua Vetere, Pavia e Milano e chi ha raccontato la condizione degli utenti dei centri psichiatrici che troppe volte vengono ignorati dallo spettro delle soggettività sociali.

La volontà di condividere in prima persona queste esperienze ha reso necessaria la formulazione di un incontro aperto in piazza non solo per continuare con la ragione della rivista di offrire un punto di vista altro di quanto accade a Napoli, in Italia e nel mondo ma soprattutto di creare relazioni con altre realtà di ricerca indipendenti, di esperienze di lotta sociale che superano il territorio napoletano per contaminarsi tra loro. È qui che il progetto “LiRe/Librerie indipendenti in Relazione” vuole segnare un nuovo inizio, nel momento assembleare, nella presa di parola di chi ha conosciuto o si è riconosciuto nei racconti di lotta e solidarietà, così da creare uno spazio di resistenza da attraversare da tutti e tutte coloro che vogliono avanzare in una direzione contraria all’omologazione culturale. Segnando così una nuova fase, differente da quelle imposte e definite dal governo in questi mesi, proveniente dal basso, dall’autorganizzazione, la fase della produzione della libertà e della creatività che solo pratiche contro-culturali possono garantire.

Testo e foto: Emanuela Rescigno