Rapporto Lav: «La maggioranza dei reati non viene denunciata»

cani-maltrattati-ROMA- Maltrattamenti, violenze e uccisioni: è la fotografia scattata dal Rapporto Zoomafia 2013 redatto dall’Osservatorio Zoomafia della LAV. La nuova edizione del Rapporto, alla sua XIV edizione, analizza lo sfruttamento illegale di animali nel corso del 2012. «Nonostante l’incremento delle denunce siamo lontani da un’adeguata risposta repressiva – sostiene il dottor Ciro Troiano, criminologo, responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV e autore del Rapporto –. Analizzando i dati si evince che le denunce presentate sono solo una minima parte di reati contro gli animali realmente consumati e ciò rafforza un sospetto che abbiamo da tempo: la maggioranza dei reati contro gli animali non viene denunciata».

PROCURE ITALIANE- Per il quarto anno consecutivo il Rapporto Zoomafia pubblica i dati delle varie Procure italiane, relativi ai reati conto gli animali. L’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV ha chiesto alle 165 Procure Ordinarie e alle 29 presso il Tribunale per i Minorenni, i dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2012, sia noti che a carico di ignoti, e al numero indagati per reati a danno animali, segnatamente per i seguenti reati: uccisione di animali, maltrattamento di animali , spettacoli e manifestazioni vietati, combattimenti e competizioni non autorizzate tra animali, uccisione di animali altrui, abbandono e detenzione incompatibile e, infine, reati venatori.

I DATI- «Le risposte sono arrivate da oltre il 65% delle Procure (ordinarie e minorili), la percentuale più alta da quando è iniziata questo tipo di analisi, quattro anni fa- si legge nel rapporto redatto da Ciro Troiano-. Si registrano 4202 procedimenti sopravvenuti nel 2012 in 105 Procure Ordinarie, per i reati di uccisione,maltrattamento e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Nel 2011 furono 3132 ma il numero delle Procure era inferiore: 94. Nel 2010 1326 per  67 Procure, mentre nel 2009 i procedimenti registrati furono 1693 su 80 Procure analizzate. I reati previsti dalla normativa sulla protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio sono i più diffusi dopo quello di maltrattamento di animali. In totale 1519 procedimenti (1106 noti e 413 ignoti) per 1368 indagati, sempre relativo al 63% delle Procure Ordinarie. Nel 2011- si legge ancora nel rapporto- i procedimenti furono 1147 (735 noti e 412 ignoti) con 1048 indagati. Si tratta di fattispecie diverse non riconducibili tutte, in senso stretto, all’attività venatoria, poiché sono compresi, oltre ai classici reati commessi nella caccia o nel bracconaggio, anche i reati di vendita e commercio di fauna selvatica, di detenzione di specie particolarmente protette, di detenzione di esemplari appartenenti alla tipica fauna stanziale alpina».

di W.M.

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