La tragedia del mondo del lavoro: ci vogliono risposte celeri e zero burocrazia

Una grande emergenza che nessuno poteva aspettarsi.

Lavoratori: la prima preoccupazione per il sindacato è stata quella di tutelare i dipendenti, il loro reddito ma soprattutto la loro salute.

Abbiamo chiesto al Presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte di sospendere temporaneamente tutte le attività produttive non indispensabili e non necessarie in tutto il paese per prevenire il contagio. Certo come sindacato non è facile chiedere di chiudere le fabbriche, i cantieri e le aziende, ma è necessario quando non sono attività indispensabili. La tutela della salute resta per noi oggi l’obiettivo principale insieme alla salvaguardia delle produzioni essenziali e del reddito di tutti i lavoratori. Abbiamo sollecitato il Governo a ridefinire meglio le attività produttive veramente indispensabili, modificando  profondamente quella che era la prima lista definita dal decreto di domenica scorsa. Vanno salvate le filiere agroalimentari, la farmaceutica, le produzioni davvero indispensabili per garantire la continuità del nostro sistema sanitario. Sicuramente in questo momento così tragico per il nostro paese, abbiamo fatto un buon accordo con il Governo che rassicura tutto il mondo del lavoro, cercando di dare un sostegno al reddito a tutti. Un salario minimo anche ad aziende con un solo dipendente e siamo riusciti ad ottenere anche un piccolo sussidio per le partite IVA e le attività commerciali. 

La seconda fase sarà quella di gestire questo enorme flusso di domande e snellire i tempi della burocrazia per far arrivare le indennità alle persone in tempi celeri. Il ruolo del sindacato confederale e delle sue categorie è diventato fondamentale in queste settimane. Siamo tra i pochi soggetti ad aver interloquito con il governo, con i governatori e con le amministrazioni locali per risolvere problemi quotidiani legati al mondo del lavoro. Soprattutto abbiamo consentito al paese di affrontare in una maniera emergenziale una calamità inaspettata. Dobbiamo ringraziare medici, infermieri, il 118, tutta l’area della sanità, i colleghi dei trasporti, dei servizi per aver affrontato con grandi rischi personali questa emergenza. Un grande riconoscimento va dato al mondo del volontariato, del quale anche noi facciamo parte con le nostre associazioni, un esercito silenzioso che non si è mai fermato, impegnandosi in prima linea nell’assistenza alle persone più vulnerabili, con la consegna a domicilio di farmaci e alimenti, nel montaggio delle tende pre-triage all’esterno di ospedali e carceri, nei controlli aeroportuali e nella distribuzione di mascherine sul territorio. Gesti di solidarietà che non hanno prezzo.

A tutte queste persone, che stanno mettendo il loro coraggio al servizio della comunità, va un ringraziamento speciale. Questa esperienza non solo in Italia ma in tutto il mondo servirà e dovrà stimolare una riflessione su come affrontare il futuro relativamente sia alle questioni economiche che a quelle che attengono al rapporto tra stati. Si dovrà approfondire il ruolo del nostro paese e in particolare quello dell’Europa. Un grazie a tutti quei lavoratori, quelle lavoratrici, a coloro che con grande senso di responsabilità stanno garantendo i servizi ed il mantenimento, per quanto possibile, delle “normali” condizioni di vita. Siamo vicini a tutte le comunità, riconoscendo un grande merito a tutti i cittadini che restando a casa contribuiscono a debellare questa brutta pandemia. Il sindacato non farà mai mancare il suo impegno per garantire a tutti le tutele nel lavoro e nella vita quotidiana anche nella prospettiva di ripresa e di ricostruzione che ci aspetta una volta sconfitto questo terribile virus.

di Gianpiero Tipaldi, Segretario generale Cisl Napoli