Raid vandalici alla sede di Mani Tese Campania: «Saldare il lavoro della pubblica amministrazione con le diverse reti del territorio»

Una rete più forte è la risposta dei volontari e delle volontarie di fronte al terzo atto vandalico che si è verificato in dieci giorni nei confronti della sede di Mani Tese in Piazza Cavour. La conferenza stampa di stamattina presso la sede ha manifestato l’intento di rilanciare il presidio attivo nel quartiere presentando l’agenzia di cittadinanza attiva in collaborazione col comune di Napoli ed il CSVNapoli, con Auser, Telefono Azzurro, Acli, Fantasmatica e Assod. «Nella nostra città- spiega Roberta Gaeta, assessore alle politiche sociali – siamo molto bravi nell’ordinario, forse il problema è la memoria. La sfida è rendere visibile e fare emergere quello che c’è. L’ordinarietà è rivoluzionaria, basti pensare all’equipe multidisciplinare nata con il reddito in inclusione e di cittadinanza che stiamo portando in diverse città. Oppure ai progetti che coinvolgono gli adolescenti che hanno risanato molti diversi abbandonati. Ciò che ci sembrava irraggiungibile qualche anno fa, oggi l’abbiamo raggiunto. Basti pensare che qualche anno fa non ci saremmo scandalizzati per la mancata raccolta differenziata. Questo è un traguardo. Dobbiamo dare risalto a quello che siamo riusciti ad ottenere. Dobbiamo raccontare per non lasciare spazio alla rassegnazione. L’esperienza di agenzia deve continuare a crescere ed entrare in contatto con altre realtà. Noi vogliamo più senso civico ed è possibile».  A fargli eco Renato Briganti, referente di Mani Tese Campania, che ha sottolineato la necessità di un impegno quotidiano nel portare aventi le attività ordinarie. «Siamo bravissimi- ha detto Briganti-  nello straordinario. Abbiamo una metropolitana che è un’opera d’arte, ma non riusciamo a provvedere all’area esterna, completamente degradata, vicino alla stazione di Museo. Saldare il lavoro della pubblica amministrazione in tutti i suoi rami con le diverse reti del territorio è la direzione in cui dobbiamo andare».