Una stanza per Imma, vittima di femminicidio: «Il suo sacrificio aiuti le donne a denunciare»

Trecce lunghe e sguardo deciso, Anna (nome di fantasia) è la figlia di Imma Villani, la donna uccisa dal marito nel marzo del 2018 a Terzigno. Aveva appena lasciato la sua piccola alla scuola elementare, poi la furia omicida del marito poi morto suicida pochi giorni dopo. A distanza di un anno ricordando il sacrifico della mamma 31enne nel commissariato di Castellammare di Stabia si inaugura la “stanza per Imma”. Un luogo sicuro, accogliente e riservato dove le donne vittime di violenze e stalking possono raccontare e denunciare. Giovedì mattina assieme al Questore di Napoli Antonio De Iesu, al presidente del tribunale di Torre Annunziata Ernesto Aghina, associazioni e forze dell’ordine c’era anche lei, Anna accompagnata dalla nuova mamma, Mariangela Acanfora cognata di Imma. «Quando mi diceva che andava tutto bene non era così. Il suo sacrificio deve ricordare a tutte le donne che non bisogna tenersi le cose dentro. Parlate – chiede Mariangela – con chiunque, anche un conoscente che già sicuramente aiutarvi». Si tengono la mano Mariangela e Anna durante la conferenza e ascoltano le parole del Questore De Iesu. «Oggi la Polizia acquisisce una sensibilità in più – commenta il neo Prefetto – ma dal punto di vista della norma c’è ancora un vuoto. Dopo aver segnalato gli uomini che si macchiano di episodi violenti o di stalking le forze dell’ordine non hanno più mezzi». La “stanza rosa” nasce grazie all’iniziativa del primo dirigente del commissariato stabiese Vincenzo Gioia e grazie alla collaborazione della preside dell’Istituto tecnico “Vitruvio”, Angela Cioffi, che ha progettato assieme ai suoi studenti gli spazi e dell’amministrazione comunale che ha regalato gli arredi. Tra le mura al secondo piano del commissariato di Corso De Gasperi il neo Prefetto De Iesu taglia il nastro della stanza per Imma, poi la parola passa alle donne. Rita Villani e Sara Marini sono le due ispettrici che seguono le storie di violenza femminile, saranno loro che accoglieranno le donne nella stanza rosa tra le poltrone bianche e i giochi per i piccoli. «Un sogno che si realizza» raccontano le donne poliziotto, e poi la commozione che coinvolge tutti quando anche la piccola Anna si lascia andare in un pianto liberatorio, ricordando Imma, ricordando le vittime di femminicidio.

di Fiorangela D’Amora