Caterina, il futuro e gli scugnizzi napoletani

Progetto Caterina:

Fino a qualche mese fa non sapeva nemmeno di avere questa passione. Gli è bastato lavorare manualmente il legno per capire quale sarà la sua strada: «Da grande voglio fare il falegname – dice -ma prima devo finire la scuola».

Salvatore (il nome è di fantasia) è uno dei tanti minori a rischio del rione Sanità che, grazie ai laboratori dell’associazione Traparentesi, avrà la possibilità di un futuro migliore. Insieme a lui ci sono Anna e Sasha: tre bambini che si sono riscattati grazie al progetto educativo portato avanti dalla onlus, che ora sarà potenziato da una nuova progettualità destinata a 170 minori a rischio della II, III e IV Municipalità.

Si tratta di «Caterina», progetto contro la dispersione scolastica alla Sanità, ai Quartieri Spagnoli e all’Arenaccia, che è stato presentato al Mann, con il direttore Paolo  Giulierini, Luigi Maria Salerno, presidente di Traparentesi onlus, Emilio Balzano, docente del Dipartimento di Fisica dell’Università Federico II, i rappresentanti delle scuole Foscolo-Oberdan, Casanova-Costantinopoli, Margherita di Savoia e Cpia Napoli Città 2, oltre alle associazioni partner Aemas – Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli, Vernicefresca Teatro, Lend – Lingua e Nuova Didattica, Archintorno, Napoli Pedala. 

Capofila è l’associazione Traparentesi, che da dieci anni opera nelle zone «calde» della città. «Sono tanti i minori che seguiamo nelle nostre attività – spiega il presidente Luigi Maria Salerno – e sono altrettante le storie difficili di bambini che si riscattano tornando sui banchi». Tra questi Salvatore, 13 anni, del rione Sanità. Il papà se n’è andato e la mamma entra ed esce dal carcere, quando non è ai domiciliari. Unica che si prende cura di lui è la nonna, diventata il suo tutore. «Abbiamo fatto da mediatori tra lui, la famiglia, l’Asl e i servizi sociali – dice Salerno – perché il contesto era molto problematico. Quest’anno Salvatore, che ama i lavori manuali e l’artigianato, oltre alla pittura e al riciclo, conseguirà la licenza media e coltiverà la sua passione, lavorare e costruire il legno». Un’altra «eccellenza» che è riuscita a riscattarsi grazie ai laboratori di Traparantesi è Anna, 15 anni, nata in Italia ma di origini cinesi.

La rigidità educativa a cui era abituata l’aveva allontanata da molti contesti, ma oggi Anna è un talento dell’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli: suona il violino e si è già esibita al San Carlo. «La sua passione per la musica le ha consentito di migliorare il suo percorso scolastico», rimarca Salerno. Mentre dalla zona di via Foria viene Sasha, un bimbo di 8 anni, arrivato in Italia da pochi mesi dallo Sry Lanka: «il fatto che i suoi genitori non parlassero una parola di italiano lo ha penalizzato, ma grazie ad un costante percorso di inclusione ha imparato la nostra lingua. Tanto che, se prima diceva “football” riferendosi alla passione per il calcio, oggi dice “giocare a pallone”, come i suoi coetanei napoletani e come loro tifa Napoli». In Campania, secondo il rapporto sul benessere equo e sostenibile 2018 (Bes), curato da Istat, il 19% degli iscritti a scuola lascia prematuramente gli studi. Solo il 52% arriva al diploma, contro una media nazionale del 60% e il  36% dei giovani campani non lavora e non studia. Allarmanti i dati su Napoli: il 22,1% abbandona i banchi. In questo contesto si inserisce il  progetto Caterina  – finanziato con 600mila euro da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile – che prevede 60 moduli formativi e laboratori nelle scuole, suddivisi in cinque settori: teatro, musica, arte, patrimonio culturale, discipline scientifico-matematiche.

«Per noi è una grande sfida – sottolinea Salerno – perché da dieci anni lavoriamo in quartieri difficili per contrastare la dispersione».

Nel progetto saranno coinvolti anche famiglie, docenti e educatori.

> di Giuliana Covella