Un principe in corsia. Perché la solidarietà è sempre nobile LE FOTO

Un principe spagnolo in visita all’ospedale pediatrico Santobono. Anzi, due. Per i bimbi ricoverati nel reparto diretto dai dottori Paolo Siani e Claudio Santoro, è stata organizzata una speciale sorpresa. Il Principe Don Pietro di Borbone, Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, insieme al principe Don Giacomo di Borbone delle Due Sicilie, hanno fatto visita e giocato insieme ai “clown” della Fondazione Sorrisi con i piccoli pazienti. Un pomeriggio di allegria e buonumore, ma anche di solidarietà.

La giornata è stata occasione per presentare infatti il dono che il Sacro Ordine Costantiniamo di San Giorgio ha fatto alla Fondazione Santobono – Pausilipon: si tratta di uno speciale “caschetto” che permetterà ai dottori di individuare più facilmente l’apparato venoso dei bimbi per intraprendere le terapie. “Un’avanzata tecnologia con cui si potrà gestire più velocemente le emergenze, per esempio nei pazienti oncologici”, spiega Claudia Matrisciano, direttrice della Fondazione Santobono-Pausilipon. “Siamo venuti per ammirare questa magnifica attività sanitaria e portare un po’ di allegria ai bimbi e alle loro famiglie”, afferma il Principe Don Pietro di Borbone. Durante la visita, i ragazzi della Fondazione Sorrisi che si occupano di clownterapia hanno giocato e scherzato con i piccoli pazienti. Davide Dell’Aquila, il presidente, orgoglioso dell’iniziativa, spiega quanto sia importante la clowterapia non solo per i bimbi, ma anche per i familiari: “Noi rappresentiamo non solo un momento di svago per i bambini che sono costretti a stare in reparto, ma siamo anche una valvola di sfogo per i loro familiari. E’ per questo che organizziamo anche corsi di formazione, per entrare in contatto con questo ambiente occorre essere preparati. Proprio come recita un versetto biblico, c’è più piacere nel dare che nell’avere, e di fronte alle sofferenze e alle difficoltà, laddove ci si potrebbe arrendere, noi invece troviamo motivi per ritornare sempre”.

di Roberta De Maddi