«Cercate l’antica madre», resistenza nelle varie Terre dei Fuochi d’Italia

NAPOLI- «Questa piana è da sempre felix non solo per l’agricoltura, ma anche per il coraggio e l’innovatività in ogni settore del vivere quotidiano. Il vulcano, nostro padre, ha forgiato il carattere di molti di noi e trasferito nell’animo della sua gente l’energia del riscatto infinito: conosciamo l’incandescenza del fuoco, la sua brutalità, ma sappiamo sempre risorgere dalle nostre ceneri». L’abstract di «Cercate l’antica madre» di Vincenzo Tosti e Miriam Corongiu (Gnasso editore) racconta una delle tante esperienze degli attivisti della Terra dei Fuochi. O meglio «Storie di ordinaria resistenza nelle varie Terre dei Fuochi d’Italia», come recita il sottotitolo, che – partendo dalla Campania -narrano di uomini e donne che un giorno si trovarono a combattere per amore dei loro cari e della loro terra. Dai No Tav ai comitati bresciani, dal Triangolo della morte di Siracusa all’agricoltura negata in Basilicata, fino alle vicende campane, il libro è il racconto corale di chi ha vissuto in trincea quelle battaglie. «Non è un caso – scrivono gli autori – che sia stata proprio la nostra Terra dei Fuochi a balzare sulle prime pagine dei giornali per la più grande manifestazione di piazza sulla devastazione ambientale, il 16 novembre 2013 , quando eravamo 120mila a Napoli, nonostante la pioggia persistente, a chiedere giustizia per le nostre terre e i nostri figli». Protagonista di «Cercate l’antica madre» (titolo che si rifà alla famosa citazione dell’Eneide) non è solo la Terra dei Fuochi campana, balzata alle cronache per la devastazione di ciò che un tempo era felix e oggi è oggetto di sversamenti di rifiuti tossici, roghi e abbandono. Ma ce ne sono mille in ogni regione d’Italia, ciascuna con la propria criticità. Dalla Val di Susa alla Sicilia però unico è il modello economico che replica all’infinito le Terre dei Fuochi fagocitando diritti e vite: un paradigma di sviluppo incapace di futuro, basato sul profitto a tutti i costi, mafie, pezzi di Stato deviati e sui delitti d’impresa. Eppure per ogni regione c’è una reazione uguale e contraria, fatta di cittadini che resistono alle tragedie causate da un ambiente malato: gente che si organizza, elabora proposte, protesta con forza. Il volume ha due prefazioni, una di Amalia De Simone (giornalista del Corriere della Sera), l’altra di Marco Armiero (storico dell’ambiente all’Università di Stoccolma).

di Giuliana Covella