Don Cafè, il cargo-bike itinerante che vende caffè napoletano

NAPOLI- Servire il caffè, preparato al momento rigorosamente con la tipica caffettiera napoletana, la cuccuma, girando per le strade della città. Giuseppe Schisano, classe 1993, un giovane napoletano dei Quartieri Spagnoli, grazie alla sua creatività e al supporto ricevuto dall’associazione IF-Imparare.fare di Marco Rossi-Doria nell’ambito del progetto “Cambia”, è riuscito a realizzare un progetto originale: è Don Cafè, un cargo-bike, una bicicletta con pedalata assistita su cui è montato un piano d’acciaio con un fornello a gas omologato. Un sogno nel cassetto, custodito con tenacia e determinazione nelle lunghe giornate trascorse a lavorare a nero o durante i viaggi della speranza in Germania alla ricerca di un futuro. Oggi per Giuseppe, pochi soldi e molta fantasia, cresciuto dalla mamma in quei vicoli del ventre di Napoli dove è più facile perdersi che trovarsi, licenza media ottenuta tramite il progetto “Chance”, quel sogno è realtà.

Una volta concluse le ultime pratiche autorizzative, infatti, potrà affrontare il suo nuovo lavoro da imprenditore, con l’entusiasmo che lo caratterizza. Giunge a compimento, così, un percorso non semplice, durato quasi 3 anni: il primo colloquio con l’Associazione IF-Impararefare risale infatti al gennaio 2016, quando Giuseppe portò l’idea di un bar itinerante per diventare imprenditore di se stesso. Un duro lavoro di squadra, in cui non sono mancati momenti di sconforto, che ha permesso di superare tante difficoltà tecniche, amministrativo-burocratiche ed economiche incontrate lungo il percorso.

Un’idea semplice ma vicina alla tradizione napoletana: il caffè preparato come nelle commedie di Eduardo De Filippo, con la cuccuma, e servito con un’altra pietra miliare del patrimonio partenopeo: la sfogliatella. Tutto ciò è stato possibile grazie al “Prestito della speranza” della Caritas, per un totale di 13 mila euro, con cui si sono superate le barriere d’accesso al microcredito classico, impossibile da ottenere in mancanza di risorse e garanzie come nel caso di Giuseppe. Hanno aiutato l’Associazione Vobis (Volontari Bancari per le Iniziative nel sociale) e l’imprenditore Michele Maresca che ha sostenuto il progetto trovando insieme a Giuseppe la giusta miscela, di grande qualità. Giuseppe ha aperto la partita IVA, ha il REC, il libretto sanitario e i requisiti tecnico-professionali per fare un’impresa legale di qualità. “Sosteniamo coloro che lavorano onestamente in condizioni drammatiche e che hanno il sogno di aprire un’attività propria, da soli o con i loro amici- commenta Marco Rossi-Doria, presidente di IF –ImparareFare – Penso da tempo che queste persone siano una risorsa straordinaria per Napoli e per l’Italia perché possono portare a innovazioni vere, perché sono agenti di potenziale sviluppo locale nelle aree più difficili della nostra lunga crisi, perché vogliono aiutare se stessi e crescere come persone. Giuseppe è la testimonianza che tutto questo è possibile”.