Migranti: un giorno al museo con l’associazione “3 febbraio”

p1010526NAPOLI. La cultura come luogo d’incontro, di scambio e di aggregazione: l’iniziativa del museo aperto ai profughi e immigrati ha visto la presenza di decine di persone provenienti da vari paesi del mondo all’interno di uno dei luoghi simbolo di Napoli, il Museo Archeologico. Accompagnati dalla guida Lorena Di Gaetano, l’iniziativa è stata voluta dall’associazione 3 febbraio.  I  giovani hanno conosciuto attraverso le sculture, gli affreschi, i mosaici e gli oggetti dell’arte antica, il patrimonio culturale napoletano, segnato da conflittualità e da esempi di incontro, di fusione tra le culture, di tolleranza e di umanità. Una lezione è venuta dalla conoscenza attraverso le sculture della villa dei papiri di Ercolano ( dove sembra siano conservati i papiri dell’opera di Lucrezio, “De rerum natura“), della filosofia antica e in particolare di Epicuro. Infatti nella sua scuola, mentre nella polis di Atene erano banditi, potevano filosofare sia le donne che gli schiavi. Un ottimo esempio di quello che l’umanità ha cercato, uno spunto e una sollecitazione per chi vuole costruire oggi un mondo migliore. È questa l’idea fondante di questa visita che ha visto insieme donne dell’est Europa con le loro famiglie, insieme a famiglie srilankesi, a tanti africani, pachistani e italiani. Insieme anche in questo caso per affermare la comune umanità come punto di partenza prezioso da riconoscere per migliorare.

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