Jogò: in Mozambico si fa impresa per combattere la malnutrizione

Foto_Fabbrica Jogò_2 (1)MILANO – Si chiama “Jogò” ed è la fabbrica  di essicazione della frutta nata in Mozambico.  Un progetto cofinanziato dalla Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e Comune di Milano con 350 mila euro, a cui si vanno ad aggiungere ulteriori fondi per un valore complessivo di 584.527 euro-  realizzato  da Svi, Scaip e Medicus Mundi, 3 Ong presenti in Africa dal 2007.

‹‹Il distretto di Morrumbene, nella provincia di Inhambane in Mozambico, -dichiarano gli organizzatori – vede il 97% della popolazione dipendere da un’agricoltura di sussistenza. La scarsità di risorse economiche e la mancanza di conoscenze sulla corretta alimentazione mantengono l’area a un livello di malnutrizione che si attesta al 44% nei bambini sotto i 5 anni. La produzione locale è spinta da dinamiche casuali che rendono il sistema del trasporto, della conservazione e della trasformazione fragile e farraginoso: sono elementi di una catena debole le cui “perdite alimentari”, secondo la definizione e le statistiche della FAO, si verificano quasi per il 70% durante il raccolto, nel dopo-raccolto e nella fase della lavorazione.
L’area di Morrumbene, pur essendo ricca di alberi da frutto (tra cui spiccano per abbondanza l’anacardio, i manghi, i limoni e le arance), ha una produttività estremamente limitata. Dalle malattie che inibiscono irreversibilmente le piante ai metodi di conservazione inefficaci (la frutta matura tutta nello stesso periodo e la maggior parte marcisce irrimediabilmente), fino ai sistemi di irrigazione antiquati: questi sono gli ambiti di intervento di un progetto internazionale che prevede la formazione dei contadini e lo sviluppo di filiere alimentari. Le confezioni prodotte -continuano- andranno prima nel «Mercato della terra» della capitale del Paese e in un secondo momento, grazie alla posizione strategica in cui sorge «Jogó», sarà possibile trasportare  il materiale in Sudafrica. Un domani, si spera,  grazie alle certificazioni in via di ottenimento, potranno arrivare anche in Italia. Attraverso la mediazione delle Ong si vorrebbe anche giungere alla costituzione di una Cooperativa dei produttori, che potranno gestire autonomamente Jogò, la prima vera fabbrica di frutta disidratata in Mozambico››.

JOGO’- A «Jogó» lavorano sei donne del luogo e alcuni guardiani. Primo obiettivo dell’impresa è vendere le chips di mango, che essiccato può durare sino a un anno, alla popolazione, ma non solo: lotta alla malnutrizione e il miglioramento della situazione socio-economica delle famiglie, attraverso l’incremento del livello di sicurezza alimentare, sono i principi cardine che animano l’iniziativa. ‹‹Sono previste dimostrazioni pratiche di trasformazione e di preparazione degli alimenti a favore delle famiglie di agricoltori locali ed  ogni famiglia che ha della frutta, anche poca, può portarla in fabbrica e venderla a prezzi equi››

di Carmela Cassese

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