Torna il “pacco alla camorra”: i prodotti tipici contro l’illegalità VIDEO

paccoNAPOLI – Dai valori quali “impegno”, “rete” e “resistenza”, racchiusi nella scatola di “Facciamo un Pacco alla Camorra” riempita dalle mani di tanti uomini e donne, alle immagini che mostrano l’antimafia del fare: è questo ciò che viene rappresentato nel video-spot, realizzato per sintetizzare gli obiettivi dell’iniziativa natalizia “Facciamo un pacco alla camorra – Una Sfida di Qualità”, promossa dal Comitato don Peppe Diana con l’associazione Libera e Fondazione Con il Sud, nell’ambito del progetto “Rete di Economia Sociale”.

«Si tratta – ha spiegato Fabio Giuliani, referente regionale di Libera – di un progetto che portiamo avanti ormai da sette anni, ma alla tradizione, grazie ad una bellissima voglia di fare rete, abbiamo aggiunto, quest’anno, l’innovazione con una serie di nuove iniziative». Oltre a “Facciamo un pacco alla camorra” sono diversi, infatti, i progetti di economia sociale attivati sul territorio campano come il “Natale di Libera” del Consorzio Libera Terra, il “Pacco Zero” promosso da Legambiente, il Pacco “Made in Scampia” promosso dalla casa editrice “Marotta&Cafiero”, il Panettone “NataVita” promosso dal Consorzio CoRe presso l’istituto penale per minorenni di Nisida. Esperienze differenti che sono, però, accomunate dallo stesso livello etico e dalla stessa voglia di cambiare le cose.
Proprio la voglia di riscatto e di promuovere un’immagine diversa del territorio sono racchiuse nelle scatole di “Facciamo un Pacco alla Camorra”. Due sono le confezioni acquistabili: il pacco piccolo da 12 euro e quello grande da 50; diversi i prodotti ma tutti frutto di un lungo percorso fatto di cooperazione, di economia sociale e di inserimento lavorativo di persone svantaggiate. «Comperare il pacco – ha sottolineato Giuliano Ciano, Presidente Nuova Cooperazione Organizzata – regalarlo a Natale significa regalare agricoltura sociale, regalare possibilità diverse alle varie cooperative che sono impegnate quotidianamente nella promozione del territorio e che spesso utilizzano beni confiscati alla camorra svolgendo anche un’attività sociale, attraverso l’inserimento lavorativo o il recupero terapeutico di soggetti socialmente deboli e svantaggiati. Non si tratta, dunque – ha concluso Ciano – solo di un pacco fatto di prodotti, ma bensì di storie e tradizione. Quest’anno, inoltre, abbiamo lanciato l’hastag #Una Sfida di Qualità ed è, proprio, questo il nostro obiettivo: c’è bisogno di un’agricoltura che tuteli l’ambiente e si allontani da un modello industriale di produzione».

di Emiliana Avellino

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