Il Premio Nesi va all’avamposto di un esercito di educatori “Maestri di Strada”

Premio Nesi - Rocco PompeoNAPOLI – «Per la sua storia, per i progetti realizzati in oltre un decennio di attività, per i progetti attualmente in corso»: sono queste le parole con le quali la Fondazione Nesi assegna il suo Premio annuale all’Associazione Maestri di Strada, consegnato formalmente mercoledì 21 ottobre presso il Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, alla presenza delle autorità e degli attori principali dell’associazione. In tanti sono intervenuti sono intervenuti durante la manifestazione che ha reso omaggio ai “Maestri di Strada”, la cui missione è quella della lotta alla dispersione dei giovani, attraverso il progetto Educazione, Volontà, Accoglienza, Integrazione. Un riconoscimento importante, che ha previsto anche l’interesse del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, come ha affermato Cesare Moreno, presidente dell’associazione “Maestri di Strada”: «La possibilità di scegliere il proprio destino dipende da molte cose: una è quella di conoscere le opportunità, la scuola e la cultura devono contribuire a questo scopo. Altra cosa principale, però è la volontà di fare queste scelte diverse e la volontà dipende moltissimo dalle condizioni psichiche della persona – continua Moreno – Laddove manchino fiducia in se stessi, fiducia nello Stato, fiducia nel futuro è molto difficile che un giovane prenda una strada diversa che non ha scelto, ma che si trova davanti per inerzia».

IL RICONOSCIMENTO – Come si continua a leggere dalla motivazione del Premio Nesi «sono sembrati significativi, nel corso dei vari anni di attività, i numeri dei giovani coinvolti e sostenuti nei loro impegnativi percorsi di emancipazione, così come i numeri degli operatori (docenti ed educatori), che si sono dedicati a loro in un lavoro in cui il carattere volontario è andato crescendo, così come la positività dei risultati ottenuti». Sono circa 500 i ragazzi con cui l’Associazione entra in contatto, oltre 150 attualmente sono coinvolti anche nelle attività pomeridiane: «Il lavoro che noi facciamo non corrisponde a mostrare la luna nel pozzo, ma convinciamo i ragazzi del fatto che il proprio destino possono sceglierlo. Il nostro progetto non a caso si chiama Educazione Volontà Accoglienza e Integrazione. – continua Moreno – Noi siamo l’avamposto di un esercito che non c’è, il mondo degli adulti che dovrebbe accogliere i ragazzi nella società che appare latitante». Un premio  che va a restituire nuova linfa vitale per gli operatori dell’Associazione, forti del consenso e del riconoscimento delle proprie competenze, da non confondersi con il prestigio: «Non cambierà molto con questo premio – conclude Moreno – c’è solo una grande soddisfazione morale perché qualcuno si è accorto di quello che facciamo e che potrà segnalare il nostro lavoro riconosciuto dalla Fondazione Nesi, una Fondazione gloriosa, che collabora assiduamente con le più alte istituzioni statali».

di Claudia Di Perna

 

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