Il Social-Food della signora Tina, il negozio di frutta e verdura si trasforma in cucina multietnica

cover (1)NAPOLI- Camminando nei quartieri spagnoli, il martedì pomeriggio, vi potrebbe capitare di imbattervi in Tina e Angelo proprietari di un negozio di frutta e verdura molto speciali. Qualche anno fa hanno trovato un’idea interessante per fare delle loro competenze un servizio ai cittadini, specialmente quelli del loro quartiere che sono in gran parte stranieri. Ogni martedì pomeriggio Tina Palumbo tiene corsi di cucina, insegna ai ragazzi di varie etnie, ma anche ai partenopei, i segreti delle ricette napoletane: pasta e patate, pasta e fagioli, polpette, pizzette fritte e pizze al forno. L’iniziativa è nata in occasione di una festa di quartiere e dalla curiosità di alcune bambine cinesi per i biscotti di Tina: «mi domandavano nel loro italiano stentato come si facevano qui biscotti e quali erano gli ingredienti. Gli dissi di tornare l’indomani, e loro lo fecero. Allora Angelo mi consigliò non di spiegarglielo ma di farglielo vedere». Anche i cartelli dei prodotti in vendita sono in varie lingue, Angelo ci tiene che tutti comprendano le loro offerte, perché nel frattempo lui continua a vendere la frutta. «L’iniziativa della scuola è gratuita – spiega – e il negozio nel frattempo resta aperto. Si crea un po’ di confusione, ma a noi va bene così. I ragazzi si divertono e imparano qualcosa di utile». I bambini e anche i più adulti fanno amicizia e spesso stanno insieme anche dopo aver frequentato le lezioni. Tutti i prodotti provengono dai terreni di agricoltori locali, per questo motivo, spiega la signora Tina, riescono a mantenere prezzi accessibili anche per le famiglie più indigenti.  «La magia che si propone ogni martedì – spiega Tina – è che arrivano persone da tutto il mondo ed anche non parlando la stessa lingua ci comprendiamo. Vedere questi giovani che vengono da posti lontani dove magari hanno lasciato famiglie e genitori impastare con noi e condividere momenti di apprendimento ma soprattutto di socializzazione è una grande gioia».

di Caterina Piscitelli

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