Giornata del Rifugiato, pochi i fondi per l’accoglienza

SIRACUSA – Maria Concetta Storaci ha 55 anni, è un’assistente sociale siciliana, e ha scelto di essere in “missione”. Una vita passata vicino agli ultimi. Una vita dedicata agli ultimi. Si occupa di immigrazione, e da anni è impegnata in progetti rivolti a donne vittime di tratta e a minori stranieri non accompagnati. Segretaria dell’Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali, già componente della Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Siracusa, vanta un curriculum che parla di esperienza, professionalità, tenacia e di un bell’esempio, che si slega dal clima razzista di questi giorni confusi e difficili fatti di muri da ergere e confini ostili. Comunicare il Sociale ha deciso di intervistarla, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato

Centri per minori non accompagnati in Sicilia: collassi e problemi.
E’ stato siglato nel luglio 2014 un accordo in Conferenza Unificata a seguito del quale, nell’aprile 2015 e’ stato emanato il bando SPRAR per l’accoglienza dei MSNA. Le comunità alloggio obiettivamente, specie in Sicilia, sono al collasso, e ci sono difficoltà oggettive come quella di trovare al loro interno, vista la necessità del momento, posti disponibili con la non certezza economica, con i comuni che ritardano nei pagamenti per i mancati trasferimenti da chi di competenza.

Tutori volontari: la popolazione siciliana di apre ai piccoli migranti.
Dal 2013 a Siracusa, dai primi arrivi dei piccoli migranti, ci si è adoperati per diventare tutori volontari degli stessi. Dapprima in pochi, poi quest’onda di solidarietà ha travolto tanti e, organizzati dall’associazione di AccoglieRete, i tutori si sono impegnati oltre che a Siracusa, a Pozzallo, Augusta, Catania, in forte sinergia con i servizi sociali degli enti territoriali e delle associazioni. In Sicilia, secondo gli ultimi dati di marzo 2015, i minori non accompagnati sono 3500, e dato allarmante, 1800 risultano scomparsi. Entrati nelle maglie della mafia, si ritrovano a lavorare nelle campagne della Campania o Calabria. Sfruttati e schiavizzati costretti a lavori aberranti e clandestini. Un grazie va a Save the Children, Emercency, Terre Des Hommes ed al Difensore dei Diritti dell’Infanzia di Siracusa, Dott. Sciuto, e ai tutori volontari, alle famiglie affidatarie, ai colleghi, per avere contribuito a dare voce a chi non ne ha, a dare dignità e diritti ai MSNA già nella fase di prima accoglienza.

Italia: quale integrazione, quale accoglienza?
Abbiamo, soprattutto in Sicilia, possibilità di accoglienza, ma non di integrazione. C’è necessità di inserimento lavorativo e di un’ attività professionalizzante, ma non ci sono risorse per questi minori, i quali spesso fuggono dai nostri centri perché incalzati dai genitori che devono a tutti i costi avere riposta all’impegno economico oneroso che hanno assunto con i trafficanti. Sono arrabbiati, insicuri. L’illusione di trovare un lavoro in Italia, li induce a scappare e molto spesso cadono nelle mani del racket. Fuggono per fame, per guerra, per abusi, conflitti interni legati alla religione piuttosto che al sesso. Partono immaginando la loro realtà trasferita qui, e si ritrovano davanti un mondo diverso: crudele. C’è necessità di risorse.  I progetti di integrazione e inserimento, molto spesso sono stati fatti su base volontaristica o con contributi o con supporto Caritas dei fondi dell’ 8 per 1000. Solo adesso nei bandi dello Sprar dedicati ai minori stranieri non accompagnati ci sarà una cifra determinata e determinante per l’integrazione. Stesso discorso vale anche per le donne nigeriane vittime di tratta le quali arrivano qui- con non meno di 30.000 euro per il viaggio- con il miraggio di un posto di lavoro come parrucchiere o badanti, ma non appena approdate vengono consegnate ad aguzzini molto spesso della mafia italiana. Costrette a prostituirsi, sotto minaccia e percosse. Nel 2003 è stato fatto un piano nazionale antitratta, ma non è facile tirarsene fuori. Sono donne impaurite, sole, ricattate da uomini senza scrupoli che pur di soggiogarle, coinvolgono famiglia e bimbi piccoli. Una situazione davvero insostenibile.

di Carmela Cassese

 

 

 

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