I migranti diventano guide turistiche a Napoli per scoprire sapori e culture lontane a due passi da casa VIDEO – FOTO

napoli_migranda2NAPOLI – Per fare il giro del mondo a volte non occorrono 80 giorni, ma solo qualche ora. Lasciate a casa il passaporto e il bagaglio da viaggio, è possibile conoscere sapori e culture lontane anche nel centro di Napoli, grazie alle passeggiate interculturali di “Napoli migranda” condotte dai cittadini di origine straniera che hanno fatto di Napoli il loro punto di approdo, la scelta di vita, un porto sicuro dove fermarsi. Anastasiia, Chitra, Jimale, Shukri, Papa, Jomahe sono cittadini di diverse nazionalità – senegalese, cingalese, somala, ecuadoriana, ucraina, mauritana – appositamente formati in 200 ore di lezione tra studio in aula, ricerca sul campo e ricerca partecipata: sono loro i ciceroni di un’insolita quanto affascinante Napoli multietnica che guidano i visitatori attraverso storie e racconti sul cibo, sulla religione e sulle tradizioni che si nascondono dietro ai luoghi e alle persone che li vivono ogni giorno. «Vengo dall’Ecuador – spiega Jomahe Solis, presidente cooperativa Casba – nel mio paese ero un avvocato, ho conservato la mia passione per il volontariato e adesso parliamo di integrazione con questo progetto. Inizialmente abbiamo avuto qualche difficoltà con le passeggiate ma, adesso che sono più  frequenti, in tanti hanno cambiato l’approccio nei nostri confronti». L’idea è quella di coinvolgere, oltre a turisti e scuole, anche gli studenti di ogni ordine e grado per toccare con mano la parola “integrazione”.

IL TOUR MULTIETNICO – Il tessuto napoletano si arricchisce di nuovi colori alla scoperta del territorio e della valorizzazione delle culture differenti. Si parte dalla Chiesa del Carmine, dove è venerata la Madonna bruna, proveniente dalla Palestina, e tanto amata dai napoletani. Il tour continua nelle moschea di piazza Mercato, luogo di preghiera per i musulmani e poi ancora nei vicoli del Lavinaio per conoscere le spezie indiane e la cucina multietnica. Il tour prosegue a piazza Garibaldi, per entrare in due negozi storici alle spalle della statua, che offrono prodotti dell’est Europa e dell’Asia e carni tagliate rispettando i differenti culti religiosi. Il percorso si chiude nel mercato senegalese di via Bologna, dove è possibile fare un tuffo nell’Africa. A due passi dalla stazione è possibile scoprire la Bissab, bevanda dissetante e curativa per tosse e raffreddore, i Bouye classici frutti dell’albero di Baobab, i Guro, frutti onnipresenti durante le cerimonie religiose (non possono mancare per le promesse di matrimonio!), il caffè senegalese oppure le Jampé, tipiche spugne per la pulizia del corpo, le parrucche dalle lunghe trecce o il Krus, rosario musulmano.

IL PROGETTO – Ogni sabato, su prenotazione, è possibile partecipare al progetto “Napoli Migranda” per dialogare con altre culture, assaporare altre spezie e lasciare per un momento da parte lo “scontro di civiltà”, l’invalicabilità del “noi e loro” che troppo spesso siamo costretti a subire. L’iniziativa, promossa dalla “Cooperativa CASBA”, cooperativa di mediatori linguistico-culturali, e avviata grazie al contributo dalla Tavola Valdese, partner Consorzio Gesco e “Uninsieme … di Culture” e con il Patrocinio del Comune di Napoli, Napoli Migranda fa parte del network europeo Migrantour Intercultural Urban Routes sostenuto da Viaggi Solidali e le ong Acra ed Oxfam Italia e di cui fanno già parte Torino, Genova, Milano, Roma, Firenze, Lione, Parigi, Lisbona, Valencia. Conoscere la città attraverso gli occhi dei suoi nuovi abitanti è dunque un’imperdibile occasione per scoprire una città dinamica e in continua evoluzione, dove le storie di vita di tante persone, arrivate per i motivi più diversi, si intrecciano formando un tessuto multiculturale leggibile attraverso i luoghi.

PER SAPERNE DI PIU’
Per prenotazioni e info il sito della Coop Casba

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