“Non giocarti la vita”, i giovani affrontano il problema ludopatie

ROMA – Il 54% della popolazione italiana gioca d’azzardo. Per il Ministero della Salute una percentuale compresa tra l’1,3 ed il 3,8 rappresenta i giocatori “problematici” ed un totale di giocatori “patologici” che varia fra lo 0,5 ed 2,2%. Questi dati non conoscono differenze di età: adolescenti, anziani e disoccupati sono le persone maggiormente coinvolte dal gioco d’azzardo. Da questa fotografia è nato il progetto “Non giocarti la vita – Come prevenire la ludopatia”,  presentato da Arciragazzi Comitato di Roma Onlus e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I risultati ottenuti sono stati presentati nel Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio – CESV/SPES. Il progetto ha previsto, nel corso dell’anno scolastico, una serie di incontri tra le classi quarte di istituti superiori capitolini ed esperti del settore, per discutere sul concetto di caso, sul rapporto di probabilità di vincita e sul rischio di perdere il controllo del gioco. « È un piacere aderire a questo percorso di orientamento per i giovani delle scuole superiori – afferma Claudio Dalpiaz, psicoterapeuta di Psy+ Onlus e responsabile Area Sud Progetto Orthos -. Durante gli incontri, gli allievi si sono dimostrati curiosi, capaci di interrogarsi e di interrogarci in merito alle forme della dipendenza».

IL COMMENTO – Il divulgatore scientifico del progetto, Mauro Mennuni, ha raccontato come confrontarsi con i più giovani sulle problematiche del gioco d’azzardo ai ragazzi. «Sono partito da zero – ha sottolineato –  con la mediazione di Arciragazzi ho coinvolto alcuni specialisti del settore per spiegare in maniera efficace cosa sia la ludopatia. Da subito abbiamo scoperto che i ragazzi non avevano assolutamente la cognizione del problema e abbiamo avvertito da parte loro un po’ di diffidenza, presto trasformatasi in curiosità. Durante le lezioni è emerso che due studenti per classe, di circa 15 ragazzi ciascuna, sono a conoscenza di un caso di ludopatia nei loro giri più vicini, tra famiglia e amici stretti. Questa loro testimonianza ha reso più vicina questa problematica anche a chi non la conosceva, rendendola quindi chiara e affrontabile. Sono le testimonianze dirette dei ragazzi a maturare la consapevolezza che la ludopatia è davvero un problema e che la prevenzione è importante, soprattutto tra i giovani».

di Naike Del Grosso

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